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	<title>Orto Botanico &#187; Il verde delle nostre città</title>
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		<title>IL PATRIMONIO ARBOREO DELLE CITTA’</title>
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		<pubDate>Tue, 09 May 2017 13:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il verde delle nostre città]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo vogliamo trattare una particolare porzione del verde urbano, in particolare il patrimonio arboreo che ogni comune del nostro bel paese possiede. Il patrimonio arboreo costituisce una parte altamente significativa del verde urbano per differenti motivi quali il suo alto valore paesaggistico, storico, culturale ed ambientale, se non che altamente identitario, per esempio nella mia città, Roma, i grandi platani che adornano tutto il lungotevere oramai diventati simbolo di un intera città. Oltre a ciò, come molte ricerche scientifiche sostengono, le alberature urbane apportano notevoli benefici alla salute pubblica. Risulta quindi fondamentale mettere in pratica una corretta progettazione, manutenzione e gestione delle alberature cittadine. Inoltre divulgando tutte le loro proprietà e benefici ai cittadini si rendono consapevoli che i tempi degli alberi non sono quelli degli uomini.</p>
<p>Va da se che il patrimonio arboreo si diversifichi molto nella sua composizione: differenza di specie, età e dimensione delle piante. Esso rappresenta un organismo vivo che cresce e si modifica costantemente, con meccanismi e dinamiche specifiche per ogni città. Gli alberi costituiscono un sistema vivente in perpetua evoluzione che necessita di una costante attività di monitoraggio, manutenzione, valorizzazione e tutela. Sono organismi viventi sottoposti a numerosi  stress a causa dell’interazione di fattori come le variazioni di temperatura e di umidità indotte dalla vicinanza dei palazzi; la presenza di sostanze gassose e particolati nell’atmosfera; la limitatezza degli spazi per il corretto sviluppo delle parti ipogee ed epigee; le interferenze con servizi sottoterra o linee aree; terreni poveri o compattati e scarsa disponibilità di sostanze nutritive.</p>
<p>Per quanto riguarda la gestione della foresta urbana, dall&#8217;impianto al rinnovamento, attraverso la scelta delle buone tecniche colturali e degli interventi di messa in sicurezza, ogni amministratore deve rispondere ad una visione organica, tendente a proseguire le seguenti linee giuda:</p>
<p>- massimizzazione del benessere delle piante tramite corrette pratiche di coltivazione;</p>
<p>- conservazione e incremento della biodiversità;</p>
<p>- Ove possibile incremento della copertura arborea;</p>
<p>- Utilizzo di cure sostenibili;</p>
<p>- miglioramento dell&#8217;aspetto estetico;</p>
<p>- Incremento massimo degli effetti di mitigazione ambientale, contrastando gli effetti deleteri dei cambiamenti climatici, per esempio;</p>
<p>- salvaguardia della pubblica incolumità.</p>
<p>- perpetuazione del patrimonio attraverso la sostituzione degli esemplari dove necessita;</p>
<p>Una corretta gestione di questo patrimonio deve rifarsi necessariamente ad alcuni concetti fondamentali, ossia:</p>
<p>- l&#8217;albero è un organismo vivente che va considerato e rispettato tenendo conto del suo ciclo vitale; un organismo che nasce, cresce, muore e la cui vita non può essere prolungata a nostro piacimento;</p>
<p>- l’ecosistema urbano è un ambiente particolare, si potrebbe afferire un ambiente quasi artificiale e in quanto tale gli alberi non si possono gestire come se crescessero all&#8217;interno di un bosco. Per questo motivo in città gli alberi devono necessariamente essere sottoposti ad un elevato grado di cura rispetto ad un ambiente naturale. Per esempio, la sicurezza dei cittadini va sempre tutelata. Pertanto, qualora un albero non risulti più sicuro per debolezze strutturali bisogna procedere con l’abbattimento, anche se rinunciare ad individui apparentemente ancora vigorosi e vitali può essere doloroso e suscitare vigorose reazioni emotive.</p>
<p>Pertanto le alberature di una città non si possono considerare come una struttura statica, un museo o un palazzo storico da conservare, ma una struttura dinamica ed in continua evoluzione che può continuare a svolgere le sue importanti funzioni solo prevedendo al momento opportuno le cure necessarie. Troppo spesso gli amministratori prediligono decisioni gestionali orientate più alla loro elevata visibilità che per doveroso contenuto tecnico. Le azioni sono quasi sempre svolte concentrandosi sempre sul breve periodo o su un singolo elemento arboreo, non considerando il complessivo funzionamento del sistema e sopratutto le sue sfaccettate e molteplici  relazioni con l’ambiente circostante. Gestire e prendersi cura del patrimonio arboreo, è un impegnativo compito giornaliero che non focalizza l’attenzione della maggior parte dei cittadini elettori, come invece accade per la realizzazione ex novo di un’alberata, un parco o di una area ludica.</p>
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		<title>Differenti tipologie di verde in città.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 15:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il verde delle nostre città]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci di nuovo dopo il lungo e duro lavoro estivo…. Per tutti i servizi ecosistemici che stiamo imparando a conoscere, il verde pubblico sta prepotentemente entrando nelle agende programmatiche della maggior parte dei governi, per fortuna aggiungiamo noi. Prima di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci di nuovo dopo il lungo e duro lavoro estivo….</p>
<p>Per tutti i servizi ecosistemici che stiamo imparando a conoscere, il verde pubblico sta prepotentemente entrando nelle agende programmatiche della maggior parte dei governi, per fortuna aggiungiamo noi. Prima di tutto vediamo accuratamente cosa s’intende per arredo urbano con qualche definizione e qualche esempio calato nella realtà che ci circonda. Il verde pubblico nel tessuto urbano è attualmente costituito da diverse tipologie di verde che sono suddivise in 10 macrocategorie quali arredo stradale, aree di sosta, verde attrezzato di quartiere, verde storico archeologico, grandi parchi urbani e verde speciale, forestazione urbana, giardini scolastici, verde incolto e orti urbani. Le aree di arredo stradale sono costituite dalle aiuole spartitraffico, come ad esempio quella estremamente rappresentativa di Piazza Venezia o le grandi fasce presenti sulla Via Appia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/1.jpeg"><img alt="1" src="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/1-300x230.jpeg" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta dal vittoriano delle aiuole spartitraffico di piazza Venezia</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le aree di sosta riguardano tanto le piccole aree di quartiere, quanto quelle più centrali come Piazza Indipendenza o, ad esempio, le fasce verdi di Via delle Terme di Caracalla. Il verde attrezzato di quartiere è rappresentato da aree verdi più o meno grandi, opportunamente sistemate ed utilizzate come luoghi di incontro, in cui sono presenti panchine, cestini, giochi per bambini, aiuole, fontanelle ed altre attrezzature, come ad esempio quella di Piazzale delle Belle Arti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/2.jpg"><img alt="2" src="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/2-300x235.jpg" width="300" height="235" /></a><p class="wp-caption-text">Scorcio del verde pubblico attrezzato di piazza Re di Roma.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il verde storico archeologico, di questa nostra splendida città ne regala tanto e molto bello, comprende sia le ville storiche urbane che le aree archeologiche. Le ville storiche di Roma sono veri e propri musei all’aperto espressione di diverse epoche, come ad esempio Villa Pamphili, Villa Borghese, Villa Sciarra, ecc.; le aree verdi archeologiche sono caratterizzate da straordinari contesti storici come il Circo Massimo, Colle Oppio, Lungotevere Aventino, Piazza Vittorio, Piazza Augusto Imperatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/3.jpg"><img alt="3" src="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/3-300x171.jpg" width="300" height="171" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta del anfiteatro all’interno di Villa Pamphili.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I grandi parchi urbani rappresentano i polmoni verdi della città, posti in mezzo a quartieri altamente popolati, rappresentano un punto di svago e di incontro per i cittadini; tra questi ricordiamo il Parco dell’Aniene, la parte fruibile di alcune Riserve Naturali come la riserva naturale di Monte Mario – regionale ma all’interno del tessuto urbano di Roma e quindi usufruibile dalla popolazione cittadina – o ancora il Parco di Aguzzano o quello di Vejo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/4.jpg"><img alt="4" src="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/4-300x254.jpg" width="300" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta di un sentiero interno del riserva naturale di Monte Mario</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le aree a forestazione urbana ossia aree libere e incolte che per estensione e ubicazione possono essere destinate alla creazione di aree boscate in ambito urbano;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/5.jpg"><img alt="5" src="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/5-300x142.jpg" width="300" height="142" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta del monte ciocci (Valle Aurelia), ora divenuto un parco pubblico riforestato.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Giardini scolastici, quelle aree verdi di pertinenza delle scuole;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/6.jpg"><img alt="6" src="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/6-300x230.jpg" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Giardino scolastico all’interno del territorio comunale di Roma.</p></div>
<p>Il verde Incolto rappresenta quelle aree verdi in ambito urbano non soggette a coltivazioni od altre attività agricole, per le quali la vegetazione spontanea non è soggetta a manutenzione;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/7.jpg"><img alt="7" src="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/7-300x193.jpg" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Giardino incolto all’interno del territorio comunale di Roma.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una tipologia di verde in crescente diffusione nelle città sono gli “orti urbani”, in altre parole i piccoli appezzamenti di terra di proprietà comunale da adibire alla coltivazione ad uso domestico, impianto di orti e giardinaggio ricreativo, assegnati in comodato d’uso ai cittadini richiedenti;</p>
<div id="attachment_1711" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/8.jpg"><img class="size-medium wp-image-1711 " alt="8" src="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/8-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Orto Urbano condiviso nel territorio comunale di Roma.</p></div>
<p>Nella categoria del verde speciale rientrano gli orti botanici ed i vivai comunali, di cui fanno parte le aree della Scuola Giardinieri a Porta S. Sebastiano, il Semenzaio di San Sisto, sede storica del Servizio Giardini a Porta Metronia ed il Roseto Comunale all’Aventino e i due Orti Botanici insistenti sul nostro territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/9_modificato-.png"><img alt="9_modificato-" src="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/wp-content/uploads/sites/8/2016/11/9_modificato--300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Roseto comunale di Roma</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso se il nostro comune o municipio compie delle delibere riguardo al verde urbano siamo in grado di capire a quale area si riferiscono e controllare se il lavoro è nel verso di migliorare la città intorno e quindi la nostra vita o la solita delibera tappabuchi….</p>
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		<title>Wildflowers.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 09:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il verde delle nostre città]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ argomento che tratteremo oggi riguarderà la flora spontanea che germoglia e cresce nelle scarpate, nei giardini, nei parchi e nelle restanti aree verdi delle nostre città. Con il termine di fiori selvatici – &#8220;wildflowers&#8221; – s&#8217;intendono tutte quelle specie [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’ argomento che tratteremo oggi riguarderà la flora spontanea che germoglia e cresce nelle scarpate, nei giardini, nei parchi e nelle restanti aree verdi delle nostre città.<br />
Con il termine di fiori selvatici – &#8220;<em>wildflowers</em>&#8221; – s&#8217;intendono tutte quelle specie erbacee perenni e annuali, adatte ad essere seminate in un miscuglio, per la costituzione di prati con numerose essenze vegetali – polifiti – gestiti in maniera sostenibile. Questi fiori selvatici, rispetto ai tradizionali tappeti erbosi con una sola specie presente – monolitici – aggiungono una policromia spaziale e stagionale fondamentale per il corretto funzionamento dell&#8217; ecosistema urbano.<br />
Le specie erbacee presenti sul territorio urbano già degradato rappresentano una risorsa capace di generare nuove opportunità sia in termini di costi &#8211; ridotti &#8211; che di efficacia – elevata –. La gestione sostenibile di queste specie è rappresentata da un minimo grado di manutenzione: necessitano infatti solamente della preparazione del letto di semina, la semina stessa e lo sfalcio senza necessitare di apporti idrici elevati o massiccio uso di fertilizzanti e pesticidi.<br />
Una delle peculiarità nell&#8217;utilizzo di queste sementi consiste proprio nelle poche necessità colturali. I principali interventi colturali dopo l’impianto, infatti, riguardano solamente la gestione delle infestanti e il taglio periodico, detto sfalcio, che costituisce una pratica necessaria per preservare la biodiversità del prato fiorito ed evitare che alcune specie scompaiano. Per di più alcuni autori hanno rilevato come lo sfalcio possa anche migliorare l’aspetto estetico di un prato spontaneo, la vera bravura del manutentore e nel decidere quale sia il periodo più adatto per lo sfalcio; troppo presto nel tempo non permetterà alla pianta di arrivare a fioritura troppo tardi sottoporrebbe l’area a rischio incendi. Questo ultimo punto però va chiarito meglio: in natura il fenomeno degli incendi spontanei è raro e ancora dibattuto nella comunità scientifica sulla sua reale spontaneità quindi quando sentite dire “ bisogna tagliare le piante che secche s’incendiano&#8230;” non è corretto non sono le piante ad incendiarsi ma chi ci butta una sigaretta accesa o altro materiale infiammabile che ne provoca la combustione!!!!!!<br />
Oramai molte città europee come Parigi e Londra, hanno avviato da tempo piani di progettazione e programmazione dei wildflowers in ambiente urbano. Queste associazioni vegetali vengono usate per abbellire i bordi delle strade e autostrade, gli spazi di periferia urbana, i parchi e i giardini. In particolare l&#8217;amministrazione londinese ha scelto questa tipologia di verde per abbellire gran parte del villaggio olimpico del 2012.</p>
<p>Il prato di vegetazione autoctona britannica al London Olympic Park (foto Hitchmough e Dunnet).</p>
<p>Da sottolineare è l&#8217;importanza che riveste la duplice scelta delle specie o varietà vegetali da piantare e del luogo dell’impianto. Il prato fiorito deve fare parte di un progetto perfettamente integrato nel paesaggio, in un parco, ad esempio, si può collocare in un punto di passaggio tra un prato verde rasato e un gruppo di specie arboree oppure può costituire un’aiuola di per sé.<br />
Per di più, questi prati fioriti, possono costituire anche una valida alternativa alla vegetazione ornamentale troppo spesso omologata dei giardini e parchi pubblici e privati.<br />
Inoltre in questa tipologia di verde, come in altre ad alta fruizione, i gestori hanno l’opportunità di collocare cartelli esplicativi con la descrizione delle specie utilizzate, dei loro habitat naturali, delle specie di insetti impollinatori e di aggiungere così informazioni utili per educare i cittadini.<br />
A tal proposito uno degli aspetti più interessanti nell&#8217;utilizzo di queste specie è la possibilità di combinare la tutela ambientale al recupero e alla rinaturalizzazione di aree degradate, quali scarpate stradali, aiuole sparti-traffico, terreni abbandonati ed incolti donando ulteriore salute e bellezza alle nostre città.<br />
Come sottolineato in precedenza la composizione della miscela di semi può variare al variare delle condizioni climatiche dell&#8217;area d&#8217;impianto. Per quanto riguarda la nostra area climatica, quella mediterranea, qui sotto elenchiamo alcune delle specie che più comunemente troviamo rappresentate nella miscela di semi quali:</p>
<p>- <em>Scabiosa columbaria</em> L., &#8211; <em>Hypochaeris radicata</em> L.,<br />
- <em>Cichorium intybus</em> L.,      &#8211; <em>Salvia verbenaca</em> L.,<br />
- <em>Verbascum blattaria</em> L.,     &#8211; <em>Coleostephus myconis</em> L.,<br />
- <em>Papaver rhoeas</em> L. subsp. <em>rhoeas</em>, &#8211; <em>Nigella damascena</em> L.,<br />
- <em>Agrostemma githago</em> L.,  &#8211; <em>Cyanus segetum</em> Hill,<br />
- <em>Legousia speculum-veneris</em> (L.) Chaix, &#8211; <em>Anthemis arvensis</em> L.</p>
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		<title>Le Aree Verdi urbane rappresentano una risorsa fondamentale per la sostenibilità e la qualità della vita in città</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 15:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il verde delle nostre città]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Partendo da questa semplice ma straordinaria affermazione abbiamo iniziato a domandarci come poter mettere a disposizione della comunità una risorsa così importante che circonda tutti noi quale lo spazio verde delle nostre città. Con questa nuova rubrica vogliamo fornire a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Partendo da questa semplice ma straordinaria affermazione abbiamo iniziato a domandarci come poter mettere a disposizione della comunità una risorsa così importante che circonda tutti noi quale lo spazio verde delle nostre città. Con questa nuova rubrica vogliamo fornire a voi lettori e prima ancora abitanti delle città quante più informazioni possibili riguardo la progettazione, l&#8217; impianto, la manutenzione e la scelta delle essenze vegetali più adatte in ambiente urbano così da permettervi, se con infinita pazienza vogliate seguirci fino all&#8217;ultima riga, uno sguardo più attento e consapevole sull&#8217;uso e la gestione dello spazio verde pubblico intorno a noi.<br />
Ormai è da molto tempo che anche a livello internazionale si è affermata la necessità di rivolgere una maggiore attenzione alla cura e alla conservazione della biodiversità in ambito cittadino. Proprio la conservazione della natura in ambienti fortemente antropizzati con il recupero dei colori, degli odori, dei suoni e con il loro forte potere ricreativo si rivelano indispensabili fattori per combattere lo stress sia fisico che mentale a cui ogni giorno viene sottoposto ognuno di noi. Inoltre, la biodiversità urbana tipica di un dato ambiente può rappresentare un forte simbolo d&#8217;identità oltre ad esprimere un forte valore ecologico.<br />
Ma cosa s’intende per Natura Urbana? Seguendo la definizione del Ministero dell’ambiente, d’ora in poi ISPRA, per natura urbana s’intende l’insieme di aree verdi  urbane e periurbane caratterizzate da diversi usi, valori e funzioni che vanno dal parco urbano al verde storico, dalle aree agricole al verde scolastico fino al verde di arredo e alle aree naturali protette.<br />
Numerosi studi scientifici hanno messo in evidenza come le differenti tipologie di aree vegetate quali i viali alberati, la vegetazione al centro delle rotonde, i giardini o i cortili dei palazzi erogano numerosi servizi ambientali – ecosystem services – come la regolazione del microclima locale, la possibilità di avere spazi aperti per il benessere psico-fisico e le attività ricreative degli abitanti che ne usufruiscono,<br />
migliorano il paesaggio urbano donando bellezza di forme e colori, costituiscono aree rifugio per la flora e fauna – le specie vegetali e animali dell’ambiente urbano – migliorando l’ecosistema locale e infine grazie alla funzione attiva che svolgono sulle acque meteoriche permettono il regolare deflusso contrastando il rischio di dissesto ambientale. Inoltre possono essere eletti luoghi favorevoli per l’educazione ambientale delle prossime generazioni.<br />
Risulta quindi evidente cercare di agire sempre più verso una progettazione, cura e manutenzione sostenibile e corretta di queste aree verdi così da permettere di esprimere a pieno e al meglio tutte le loro funzioni e il miglioramento delle qualità della vita di noi cittadini che ne usufruiamo.</p>
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