Risultati preliminari dei campioni riferibili ai siti toscani con frequentazioni neolitiche
L’inquadramento paleoambientale: prime osservazioni sulle analisi polliniche
SITO VIA VERGA (pianura alluvionale – Area Fiorentina): Gli studi palinologici condotti nell’area hanno fornito un variegato elenco floristico. Inoltre, le analisi archeobotaniche hanno messo in luce una ricca e diversificata varietà di palinomorfi non pollinici (NPPs). In generale, la componente arborea era caratterizzata dalla presenza del querceto misto (es., Farnia, Frassino, Tiglio, Olmo e Nocciolo) e di boschi igrofili (es., Ontani e Salici) alternati a vaste zone aperte a prato/pascolo meso-igrofilo dominate da Cicorioidee, Cariofillacee e Poacee e spore di felci e muschi; aree che potevano essere utilizzate anche per l’allevamento del bestiame. La componente montana era costituita quasi esclusivamente da Pinacee e, in sottordine, da faggi. Interessanti erano i buoni valori percentuali del tiglio, che potrebbero indicare un apporto locale considerando la scarsa produttività pollinica. La vegetazione tipica di ambienti umidi poteva indicare l’esistenza di aree limitrofe con presenza d’acqua (es., corso d’acqua/canale più o meno regimentato con acqua costante in tutti i periodi dell’anno).
VIA VERGA SITE (Alluvial Plain – Florence District): Palynological studies have provided a varied floristic list. Furthermore, archaeobotanical analyses have highlighted a rich and diversified variety of non-pollen palynomorphs (NPPs). In general, the arboreal component was characterised by the presence of mixed oak (e.g., English oak, Ash, Lime, Elm and Hazel) and hygrophilous woods (e.g., Alder and Willow) alternating with large open areas of meso-hygrophilous meadows/pastures dominated by Cicorioideae, Caryophyllaceae and Poaceae and spores of ferns and mosses; areas that could also be used for livestock breeding. The mountain component was made up almost exclusively of Pinaceae and, in suborder, by beeches. Interesting were the good percentage values of lime, which could indicate a local contribution considering the poor pollen productivity. The vegetation typical of wet environments could testify the existence of neighbouring areas with the presence of water (e.g., a more or less regulated watercourse/canal with constant water throughout the year).
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Preliminary results related to Neolithic samples in Tuscany
The palaeoenvironmental framework : an overview of Pollen analyses
SITO GROTTA DELLO SCOGLIETTO ( AREA COSTIERA GROSSETANA): Gli studi palinologici hanno consentito di fornire un discreto elenco floristico e una discreta varietà di palinomorfi non pollinici NPP. Il paesaggio vegetale era caratterizzato da vaste aree aperte a prato/incolto che si estendevano intorno alla grotta. Dominavano gli spettri pollinici le Cicorioidee, varie Asteroidee e le Poacee spontanee accompagnate da numerose altre erbacee fra cui Lamiacee e Ranuncolacee. La componente arborea si mostrava scarsa in tutti gli spettri. Sporadiche, infatti, sono le testimonianze di Lecci e di altre piante tipiche del querceto che si inframezzano a vaste aree aperte a prato/pascolo meso-igrofilo. La vegetazione tipica di ambienti umidi indicava l’esistenza di zone con presenza d’acqua in tutti i campioni analizzati.
GROTTA DELLO SCOGLIETTO SITE (COASTAL AREA IN GROSSETO DISTRICT): Palynological studies have allowed us to provide a discrete floristic list and a discrete variety of non-pollen palynomorphs (NPPs). The plant landscape was characterized by vast open areas of meadow/uncultivated land that extended around the cave. The pollen spectra were dominated by Cicorioideae, several Asteroideae and spontaneous Poaceae species accompanied by numerous other herbaceous plants including Lamiaceae and Ranunculaceae. The arboreal component was scarce in all the spectra. Indeed, there were sporadic testimonies of oaks and other typical woody plants that are interspersed with vast open areas of meso-hygrophilous meadow/pasture. The typical vegetation of humid environments indicated the existence of wet areas in all the samples analysed.
Pubblicazioni del Progetto Prin 2022 BACK TO THE WILD!
A questo link potete trovare l’intero articolo (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/ece3.11053). Rimanete aggiornati!
Le piante hanno sempre rappresentato un elemento fondamentale nella definizione del paesaggio. Infatti, la diversità vegetale, la cui distribuzione è condizionata dalla variabilità geografica/climatica, ha influenzato sia l’ecologia ambientale che quella umana. Il presente contributo rappresenta uno studio multi-proxy focalizzato alla rilevazione di microparticelle di amido, polline e palinomorfi non pollinici in calcoli dentali antichi prelevati da individui preistorici sepolti nei siti archeologici di La Sassa e Pila (Italia centrale). I dati raccolti hanno suggerito il potenziale utilizzo di diversi taxa vegetali da parte delle popolazioni che vivevano nell’Italia centrale durante l’Età del Rame-Bronzo Medio e hanno ampliato il corpo di evidenze riportato in precedenti studi palinologici e paleoecologici. L’applicazione di un approccio microscopico ha fornito informazioni su specie domestiche e su piante selvatiche raccolte e ha permesso di sviluppare considerazioni generali su ambienti antichi, fonti d’acqua, salute e malattie presenti nei siti indagati. Inoltre, la ricerca ha fornito dati per definire le risorse naturali (ad esempio, il consumo di piante C4) e l’uso sociale dello spazio durante quel periodo. Altro aspetto importante è stato il ritrovamento di indizi vegetali riconducibili ad habitat caratterizzati da boschi di latifoglie, generalmente indicativi di un clima temperato-caldo, e di vegetazione erbosa. Altri reperti insoliti per calcoli dentali antichi (ad esempio, diatomee, brachisclereidi) hanno partecipato alla definizione del quadro ecologico preistorico. Pertanto, questo lavoro fornisce una panoramica sul potenziale dell’analisi del calcolo dentale umano per delineare alcune caratteristiche dell’ecologia vegetale e della biodiversità antiche.
Plants have always represented a key element in landscape delineation. Indeed, plant diversity, whose distribution is influenced by geographic/climatic variability, has affected both environmental and human ecology. The present contribution represents a multi-proxy study focused on the detection of starch, pollen and non-pollen palynomorphs in ancient dental calculus collected from pre-historical individuals buried at La Sassa and Pila archaeological sites (Central Italy). The collected record suggested the potential use of plant taxa by the people living in Central Italy during the Copper-Middle Bronze Age and expanded the body of evidence reported by previous palynological and palaeoecological studies. The application of a microscopic approach provided information about domesticated crops and/or gathered wild plants and inferred considerations on ancient environments, water sources, and past health and diseases. Moreover, the research supplied data to define the natural resources (e.g., C4-plant intake) and the social use of the space during that period. Another important aspect was the finding of plant clues referable to woody habitats, characterised by broad-leaved deciduous taxa and generally indicative of a warm-temperate climate and grassy vegetation. Other unusual records (e.g., diatoms, brachysclereids) participated in defining the prehistoric ecological framework. Thus, this work provides an overview on the potential of the human dental calculus analysis to delineate some features of the ancient plant ecology and biodiversity.