:
la stampa.it - 29/4/2014
Importante passo avanti verso la messa a punto di terapie cellulari personalizzate per battere malattie gravi e diffuse come il diabete: le prime cellule staminali derivate da una donna con diabete giovanile sono state ottenute con una tecnica molto simile a quella che nel 1996 aveva fatto nascere la pecora Dolly.
Utilizzando il trasferimento nucleare di cellule somatiche è stata creata una linea di cellule staminali embrionali malattia-specifica con due serie di cromosomi.
Pubblicato sulla rivista Nature, il risultato segna il primo passo concreto verso la medicina personalizzata [...] L’esperimento è stato condotto in collaborazione da New York Stem Research Foundation e Columbia University, con il coordinamento da Dieter Egli. http://www.lastampa.it/2014/04/29/scienza/staminali-clonata-la-prima-malattia-rnN2PAM3gjDhAseu6NwN1O/pagina.html
le scienze.it, 29/4/2014
La prima volta delle staminali embrionali paziente-specifiche
Il trasferimento del nucleo di una cellula della pelle di una paziente diabetica in una cellula uovo non fecondata ha permesso di ottenere delle cellule staminali embrionali che si sono poi differenziate in cellule beta produttrici di insulina, quelle di cui manca chi soffre di questa malattia [...] http://www.lescienze.it/news/2014/04/29/news/staminali_embrionali_differenziazione_cellule_beta_diabete-2117450/
:
la stampa.it - 29/4/2014, tuttogreen
L'alleanza europea per salvare api e agricoltura - formata da oltre 50 associazioni - si è fatta sentire oggi alle assemblee generali di Syngenta e Bayer [...]
«Le aziende agrochimiche stanno disperatamente lottando contro i divieti temporanei adottati in Europa contro i pesticidi killer delle api. Queste aziende rappresentano un modello agricolo fallimentare, dipendente dalla chimica e legato alle monocolture, che conduce alla perdita di biodiversità e di funzioni essenziali come l'impollinazione. Chiediamo a Bayer, Syngenta e BASF di ritirare il ricorso presentato contro i divieti imposti dalla Commissione europea e di ripensare il loro modello di agri-business che causa danni inaccettabili alle api e all'ambiente» afferma Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. http://www.lastampa.it/2014/04/29/scienza/ambiente/apicoltori-e-greenpeacesyngentabayer-e-basf-basta-uccidere-api-nmaeCLVrD9dAuAn4cYYP5N/pagina.html
la stampa.it - 29/4/2014, tuttogreen
L'alleanza europea per salvare api e agricoltura - formata da oltre 50 associazioni - si è fatta sentire oggi alle assemblee generali di Syngenta e Bayer [...]
«Le aziende agrochimiche stanno disperatamente lottando contro i divieti temporanei adottati in Europa contro i pesticidi killer delle api. Queste aziende rappresentano un modello agricolo fallimentare, dipendente dalla chimica e legato alle monocolture, che conduce alla perdita di biodiversità e di funzioni essenziali come l'impollinazione. Chiediamo a Bayer, Syngenta e BASF di ritirare il ricorso presentato contro i divieti imposti dalla Commissione europea e di ripensare il loro modello di agri-business che causa danni inaccettabili alle api e all'ambiente» afferma Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. http://www.lastampa.it/2014/04/29/scienza/ambiente/apicoltori-e-greenpeacesyngentabayer-e-basf-basta-uccidere-api-nmaeCLVrD9dAuAn4cYYP5N/pagina.html:
radiotrescienza - 28/4/2014
Una pianta ha più vigore di un’altra? Basta meno concime. Oggi, grazie a tecnologie come la spettrometria, i sistemi gps e l’uso di sensori, è possibile monitorare costantemente le colture, riducendo i consumi e aumentando le rese e la qualità dei prodotti vegetali. Attilio Scienza, docente di viticoltura all’università di Milano, e Luca Toninato, agronomo e presidente della società cooperativa Ager, ci spiegano come si fa agricoltura di precisione
in onda 11.30: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-aaee447d-8a68-46e9-b13f-43525399e0d8.html?refresh_ce
radiotrescienza - 28/4/2014
Una pianta ha più vigore di un’altra? Basta meno concime. Oggi, grazie a tecnologie come la spettrometria, i sistemi gps e l’uso di sensori, è possibile monitorare costantemente le colture, riducendo i consumi e aumentando le rese e la qualità dei prodotti vegetali. Attilio Scienza, docente di viticoltura all’università di Milano, e Luca Toninato, agronomo e presidente della società cooperativa Ager, ci spiegano come si fa agricoltura di precisione
in onda 11.30: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-aaee447d-8a68-46e9-b13f-43525399e0d8.html?refresh_ce:
corriere.it - 22/4/2014, m. spampani
Anche la carta sarà Ogm? Probabilmente sì. Non è dato ancora sapere se e quando, ma quello che è certo è che le ricerche in proposito sono avviate e già si vedono i primi risultati. Si stanno infatti progettando alberi geneticamente modificati più adatti a produrre la carta, nei quali cioè la quantità di lignina, che è un impedimento nel processo di produzione, sia inferiore e più «malleabile», in modo che la carta sia prodotta in modo più facile, economicamente vantaggioso e con minor inquinamento ambientale durante il processo di lavorazione. I risultati più recenti sono stati ottenuti da uno studio condotto in collaborazione tra ricercatori delle Università della British Columbia, di Wisconsin-Madison e del Michigan, pubblicati sulla rivista Science: https://www.sciencemag.org/content/344/6179/90.abstract
[...] Gli oppositori però obiettano che i pollini Ogm possono diffondersi e infestare le foreste naturali. [...] Da qui l’esigenza di interrogarsi sugli aspetti della biosicurezza, cioè di comprendere gli effetti ambientali derivanti dall’utilizzo di queste piante, stabilendo specifiche pratiche a tutela dell’ambiente. Tra gli obiettivi del progetto rientra la messa a punto di un database degli alberi Ogm esistenti in ambito Ue ed extra-Ue e, per la prima volta, sono state riunite le informazioni su caratteristiche e luogo di coltivazione di oltre 200 tipologie di piante. http://www.corriere.it/scienze/14_aprile_22/alberi-geneticamente-modificati-rischio-carta-ogm-7255425e-ca3d-11e3-8cc9-41ed99739e20.shtml
corriere.it - 22/4/2014, m. spampani
Anche la carta sarà Ogm? Probabilmente sì. Non è dato ancora sapere se e quando, ma quello che è certo è che le ricerche in proposito sono avviate e già si vedono i primi risultati. Si stanno infatti progettando alberi geneticamente modificati più adatti a produrre la carta, nei quali cioè la quantità di lignina, che è un impedimento nel processo di produzione, sia inferiore e più «malleabile», in modo che la carta sia prodotta in modo più facile, economicamente vantaggioso e con minor inquinamento ambientale durante il processo di lavorazione. I risultati più recenti sono stati ottenuti da uno studio condotto in collaborazione tra ricercatori delle Università della British Columbia, di Wisconsin-Madison e del Michigan, pubblicati sulla rivista Science: https://www.sciencemag.org/content/344/6179/90.abstract
[...] Gli oppositori però obiettano che i pollini Ogm possono diffondersi e infestare le foreste naturali. [...] Da qui l’esigenza di interrogarsi sugli aspetti della biosicurezza, cioè di comprendere gli effetti ambientali derivanti dall’utilizzo di queste piante, stabilendo specifiche pratiche a tutela dell’ambiente. Tra gli obiettivi del progetto rientra la messa a punto di un database degli alberi Ogm esistenti in ambito Ue ed extra-Ue e, per la prima volta, sono state riunite le informazioni su caratteristiche e luogo di coltivazione di oltre 200 tipologie di piante. http://www.corriere.it/scienze/14_aprile_22/alberi-geneticamente-modificati-rischio-carta-ogm-7255425e-ca3d-11e3-8cc9-41ed99739e20.shtml




Università di Tor Vergata