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La Stampa.it - 14/1/2014 - tuttoscienze
Nel giro di 15 anni potrebbe essere usato per combattere la leucemia
Midollo osseo artificiale che potrà essere utilizzato per produrre cellule staminali ematopoietiche. È il grande passo avanti raggiunto, per ora con un prototipo, dagli scienziati del Kit (Karlsruhe Institute of Technology), del Max Planck Institute for Intelligent Systems di Stoccarda e della Tubingen University (Germania).
La struttura porosa creata nei laboratori tedeschi possiede le proprietà essenziali del midollo osseo naturale e potrà essere utilizzata per la produzione di staminali in laboratorio, facilitando così il trattamento della leucemia entro alcuni anni. [...]
I giovani ricercatori del Young Investigators Group Stem Cell-Material Interactions guidati da Cornelia Lee-Thedieck sono riusciti a riprodurre in laboratorio le proprietà ideali del midollo osseo naturale, con l’aiuto di polimeri sintetici e blocchi proteici. Vi hanno poi introdotto cellule staminali ematopoietiche isolate dal sangue di cordone ...
http://www.lastampa.it/2014/01/14/scienza/creato-il-primo-midollo-osseo-artificiale-d0iryeUv3q2BIzsbxoWfwO/pagina.html
La Stampa.it - 14/1/2014 - tuttoscienze
Nel giro di 15 anni potrebbe essere usato per combattere la leucemia
Midollo osseo artificiale che potrà essere utilizzato per produrre cellule staminali ematopoietiche. È il grande passo avanti raggiunto, per ora con un prototipo, dagli scienziati del Kit (Karlsruhe Institute of Technology), del Max Planck Institute for Intelligent Systems di Stoccarda e della Tubingen University (Germania).
La struttura porosa creata nei laboratori tedeschi possiede le proprietà essenziali del midollo osseo naturale e potrà essere utilizzata per la produzione di staminali in laboratorio, facilitando così il trattamento della leucemia entro alcuni anni. [...]
I giovani ricercatori del Young Investigators Group Stem Cell-Material Interactions guidati da Cornelia Lee-Thedieck sono riusciti a riprodurre in laboratorio le proprietà ideali del midollo osseo naturale, con l’aiuto di polimeri sintetici e blocchi proteici. Vi hanno poi introdotto cellule staminali ematopoietiche isolate dal sangue di cordone ...
http://www.lastampa.it/2014/01/14/scienza/creato-il-primo-midollo-osseo-artificiale-d0iryeUv3q2BIzsbxoWfwO/pagina.html:
Le Scienze.it - 13/1/2014
Perché i cianobatteri sono una manna per gli ecosistemi marini
I cianobatteri che vivono nei mari rilasciano continuamente vescicole piene di carbonio e altre sostanze che servono da nutrienti per i batteri non fotosintetici. E' questo il risultato di un nuovo studio che documenta anche che queste vescicole sono un veicolo per il trasferimento genico orizzontale e rientrano in un meccanismo di difesa dei batteri nei confronti dei virus (red)
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Science” (http://www.sciencemag.org/content/343/6167/183 ) a firma di Steven Biller e colleghi del Massachusetts Institute of Technology a Cambridge,...
http://www.lescienze.it/news/2014/01/13/news/vescicole_cianobatteri_carbonio_nutrienti_difesa_fagi-1959069/
Corriere della Sera - 11/1/2014
Da vesciche 100 volte più piccole di un capello il carbonio al pianeta
La vita è nata negli oceani e dagli oceani trae sostentamento. È noto da qualche tempo che una grande porzione dell’ossigeno che respiriamo è prodotta da minuscole alghe blu-verdi, in termini tecnici cianofite, che popolano le acque e che compiono in continuazione la funzione clorofilliana. [...] Ricercatori del Mit, il Massachusetts Institute of Technology di Boston, hanno osservato che una di queste alghe rilascia nell’acqua degli oceani delle minuscole vescichette piene di materiale organico, inclusi gli acidi nucleici Dna e Rna.
la nuova scoperta, pubblicata con grande risalto sulla rivista Science , introduce un elemento totalmente nuovo nel quadro e fa degli oceani la riserva fondamentale di materiale organico di facile utilizzazione. Non sono noti ancora tutti i particolari e non si capisce fino in fondo la meccanica della produzione di queste vescicole, ma la cosa sembra assumere proporzioni gigantesche, costituendo una sorta di «dispensa» del mondo, oltre che la principale riserva di ossigeno. http://www.corriere.it/scienze/14_gennaio_11/quelle-creature-minuscole-che-rendono-possibile-vita-c43e8996-7a8c-11e3-b46a-38fa5c85cfc2.shtml
Le Scienze.it - 13/1/2014
Perché i cianobatteri sono una manna per gli ecosistemi marini
I cianobatteri che vivono nei mari rilasciano continuamente vescicole piene di carbonio e altre sostanze che servono da nutrienti per i batteri non fotosintetici. E' questo il risultato di un nuovo studio che documenta anche che queste vescicole sono un veicolo per il trasferimento genico orizzontale e rientrano in un meccanismo di difesa dei batteri nei confronti dei virus (red)
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Science” (http://www.sciencemag.org/content/343/6167/183 ) a firma di Steven Biller e colleghi del Massachusetts Institute of Technology a Cambridge,...
http://www.lescienze.it/news/2014/01/13/news/vescicole_cianobatteri_carbonio_nutrienti_difesa_fagi-1959069/
Corriere della Sera - 11/1/2014
Da vesciche 100 volte più piccole di un capello il carbonio al pianeta
La vita è nata negli oceani e dagli oceani trae sostentamento. È noto da qualche tempo che una grande porzione dell’ossigeno che respiriamo è prodotta da minuscole alghe blu-verdi, in termini tecnici cianofite, che popolano le acque e che compiono in continuazione la funzione clorofilliana. [...] Ricercatori del Mit, il Massachusetts Institute of Technology di Boston, hanno osservato che una di queste alghe rilascia nell’acqua degli oceani delle minuscole vescichette piene di materiale organico, inclusi gli acidi nucleici Dna e Rna.
la nuova scoperta, pubblicata con grande risalto sulla rivista Science , introduce un elemento totalmente nuovo nel quadro e fa degli oceani la riserva fondamentale di materiale organico di facile utilizzazione. Non sono noti ancora tutti i particolari e non si capisce fino in fondo la meccanica della produzione di queste vescicole, ma la cosa sembra assumere proporzioni gigantesche, costituendo una sorta di «dispensa» del mondo, oltre che la principale riserva di ossigeno. http://www.corriere.it/scienze/14_gennaio_11/quelle-creature-minuscole-che-rendono-possibile-vita-c43e8996-7a8c-11e3-b46a-38fa5c85cfc2.shtml:
La Stampa, 13/1/2014
La scoperta apre la strada a un nuovo modo non invasivo di modulare l’attività celebrale
... un nuovo studio svela che gli ultrasuoni sono in grado di modulare l’attività del cervello umano, per aumentare la percezione sensoriale.
Gli scienziati del Virginia Tech Carilion Research Institute (Usa) hanno dimostrato che “bombardare“con gli ultrasuoni una specifica regione del cervello può infatti potenziare le prestazioni di questo tipo.
Lo studio, pubblicato online su Nature Neuroscience, fornisce la prima dimostrazione pratica che ultrasuoni transcranici a bassa intensità e focalizzati sono in grado di modulare l’attività del cervello umano per regalare super-prestazioni.
«Gli ultrasuoni hanno un grande potenziale nella mappatura della connettività del cervello umano - spiega William Jamie Tyler assistente al Virginia Tech Carilion Research Institute, che ha condotto lo studio - Così abbiamo deciso ... http://www.lastampa.it/2014/01/13/scienza/ultrasuoni-al-cervello-per-prestazioni-da-supereroi-PA8OATDfopLUBOUapOS7nN/pagina.html
La Stampa, 13/1/2014
La scoperta apre la strada a un nuovo modo non invasivo di modulare l’attività celebrale
... un nuovo studio svela che gli ultrasuoni sono in grado di modulare l’attività del cervello umano, per aumentare la percezione sensoriale.
Gli scienziati del Virginia Tech Carilion Research Institute (Usa) hanno dimostrato che “bombardare“con gli ultrasuoni una specifica regione del cervello può infatti potenziare le prestazioni di questo tipo.
Lo studio, pubblicato online su Nature Neuroscience, fornisce la prima dimostrazione pratica che ultrasuoni transcranici a bassa intensità e focalizzati sono in grado di modulare l’attività del cervello umano per regalare super-prestazioni.
«Gli ultrasuoni hanno un grande potenziale nella mappatura della connettività del cervello umano - spiega William Jamie Tyler assistente al Virginia Tech Carilion Research Institute, che ha condotto lo studio - Così abbiamo deciso ... http://www.lastampa.it/2014/01/13/scienza/ultrasuoni-al-cervello-per-prestazioni-da-supereroi-PA8OATDfopLUBOUapOS7nN/pagina.html:
La Stampa.it - 10/1/2014, alessia de luca
In tutto il mondo sono oltre 4oo le “cliniche” che offrono l’assistenza. L’obiettivo è garantire la sussistenza a milioni di famiglie in difficoltà
[...] Quello di ‘medici delle piante’ non è un titolo riconosciuto, ma il nome che il Centro per l’agricoltura e le bioscienze Cabi ( http://www.cabi.org/ )con base in Gran Bretagna, attribuisce a circa un migliaio di esperti che ha contribuito a formare, con la collaborazione dei governi locali, nell’ambito del programma Plantwise ( http://www.plantwise.org/ ) . Dal 2010 ad oggi, Plantwise ha allestito 413 cliniche delle piante in 31 paesi. Dall’Afghanistan all’Honduras e ancora in India, Sierra Leone e Repubblica Democratica del Congo, questi centri per la cura delle piante negli ultimi tre anni sono spuntati come funghi, in alcuni dei paesi con il minor reddito pro capite al mondo.
L’idea è semplice ma efficace: parte dal presupposto che ancora oggi circa un miliardo di persone al mondo sono soggette a insicurezza alimentare cronica e più di 800 milioni soffrono la fame. E questo, mentre oltre il 40% delle coltivazioni nei paesi poveri vengono distrutte da agenti esterni (parassiti e epidemie) o pesticidi. Quindi, ridurre anche solo dell’1% le perdite nei raccolti, significa garantire a milioni di famiglie la sussistenza di base. [...] Inoltre, le cliniche delle piante presenti sul territorio contribuiscono ad alimentare un database online e a monitorare eventuali ‘focolai’ di nuove epidemie dei vegetali, come il micidiale Cassava brown streak virus disease (Cbsd) noto anche come la ‘peste della Cassava’ che in Africa Orientale e la Regione dei Grandi Laghi, secondo dati dell’Istituto internazionale per l’agricoltura tropicale ha causato nelle peggiori epidemie, la perdita di circa il 70% dei raccolti. http://www.lastampa.it/2014/01/10/scienza/ambiente/il-caso/anche-le-piante-hanno-i-loro-dottori-cos-si-curano-i-frutti-della-terra-ZjqgthEnOXBdaPTRyyqseK/pagina.html
In tutto il mondo sono oltre 4oo le “cliniche” che offrono l’assistenza. L’obiettivo è garantire la sussistenza a milioni di famiglie in difficoltà
[...] Quello di ‘medici delle piante’ non è un titolo riconosciuto, ma il nome che il Centro per l’agricoltura e le bioscienze Cabi ( http://www.cabi.org/ )con base in Gran Bretagna, attribuisce a circa un migliaio di esperti che ha contribuito a formare, con la collaborazione dei governi locali, nell’ambito del programma Plantwise ( http://www.plantwise.org/ ) . Dal 2010 ad oggi, Plantwise ha allestito 413 cliniche delle piante in 31 paesi. Dall’Afghanistan all’Honduras e ancora in India, Sierra Leone e Repubblica Democratica del Congo, questi centri per la cura delle piante negli ultimi tre anni sono spuntati come funghi, in alcuni dei paesi con il minor reddito pro capite al mondo.
L’idea è semplice ma efficace: parte dal presupposto che ancora oggi circa un miliardo di persone al mondo sono soggette a insicurezza alimentare cronica e più di 800 milioni soffrono la fame. E questo, mentre oltre il 40% delle coltivazioni nei paesi poveri vengono distrutte da agenti esterni (parassiti e epidemie) o pesticidi. Quindi, ridurre anche solo dell’1% le perdite nei raccolti, significa garantire a milioni di famiglie la sussistenza di base. [...] Inoltre, le cliniche delle piante presenti sul territorio contribuiscono ad alimentare un database online e a monitorare eventuali ‘focolai’ di nuove epidemie dei vegetali, come il micidiale Cassava brown streak virus disease (Cbsd) noto anche come la ‘peste della Cassava’ che in Africa Orientale e la Regione dei Grandi Laghi, secondo dati dell’Istituto internazionale per l’agricoltura tropicale ha causato nelle peggiori epidemie, la perdita di circa il 70% dei raccolti. http://www.lastampa.it/2014/01/10/scienza/ambiente/il-caso/anche-le-piante-hanno-i-loro-dottori-cos-si-curano-i-frutti-della-terra-ZjqgthEnOXBdaPTRyyqseK/pagina.html




Università di Tor Vergata