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Si ricorda che l'11 giugno dalle ore dalle ore 1,30 AM alle ore 23,59 è indetto il primo turno elettorale per le elezioni dei rappresentanti degli Studenti e dei Dottorandi del Dipartimento di Biologia. Si ricorda che le votazioni sono telematiche e ci si deve collegare al sito https://e-vote.uniroma2.it. In caso non si disponesse di una postazione propria collegata ad internet per esprimere le proprie preferenze è stata predisposta una sala informatica al I piano del Rettorato dalle ore 9:00 alle ore 7. Lista dei candidati pdf
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113836221-b7021e2d-dc14-4cf4-b742-1b793c287549 la stampa.it - 9/6/2014, tutto green, e. bompan Produrre cibo genera gas a effetto serra, ma i cambiamenti climatici producono fame nel Sud del mondo. Oxfam chiede alle Dieci Grandi Sorelle del Cibo di fare di più contro cambiamenti climatici e fame Le dieci maggiori aziende del sistema alimentare globale emettono CO2 quando uno stato di medie dimensioni, come la Spagna. 263,7 milioni. Tante sono le tonnellate di gas serra emesse dalle “Grandi Sorelle” del Cibo: Associated British Foods (Twinings), Coca-Cola, Danone, General Mills (Häagen-Dazs), Kellogg, Mars, Mondelez International (Milka), Nestlé, PepsiCo e Unilever (Algida, Motta, Alemagna) emettono appunto una quantità di gas serra pari a quella prodotta dalla Spagna, ovvero dal 25° stato maggiormente inquinante al mondo. Come Qatar e Emirati Arabi Uniti, due stati che basano le loro economie sulla produzione di petrolio e gas. Oggi il 25% delle emissioni di gas climalteranti è ascrivibile alla produzione industriale di cibo delle grandi multinazionali dell’alimentare (includendo uso del suolo, energia, deforestazione). «Eppure sono le stesse compagnie che potrebbero più soffrire degli impatti negativi del climate change», spiega Maurizia Iachino, Presidente di Oxfam Italia. «Unilever ha calcolato perdite per 415 milioni di dollari l’anno, General Mills ha perso ... http://www.lastampa.it/2014/06/08/scienza/ambiente/focus/oxfam-le-sorelle-del-cibo-facciano-di-pi-su-fame-e-clima-Ut3WTzTnFellGyZCKkgqoI/pagina.html
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la stampa.it - 6/6/2014, tuttogreen [...] la Giornata Mondiale dell'Ambiente, presso il Palazzo FAO di Roma, durante il convegno dal titolo 'Territori intelligenti, opportunità di investimento sul futuro. Innovazione sociale, ambientale e finanziaria a confronto', organizzato da Earth Day Italia, assieme a FAO/Mountain Partnership e World Bank - Connect 4 Climate. L'intenzione di sviluppare un modello autoctono di impresa sociale italiana, capace di portare sviluppo sostenibile ai territori ha animato entrambi i tavoli di lavoro - 'La montagna e la campagna innovano, le città imparano' e 'Le imprese sociali e familiari costruiscono nuove opportunità, la finanza supporta il loro sviluppo' - nei quali la discussione si è svolta alla ricerca degli strumenti concreti per realizzarlo. Sono ancora sfide pionieristiche o reali opportunità l'impact investing e i social impact bond, i partenariati pubblico privati, la finanza responsabile? È vincente investire sugli uomini di questo Rinascimento verde? La risposta è sì. Non si tratta di una questione tecnica, ma di un nuovo modo di pensare, di una nuova filosofia sull'uso del denaro, non solo fine a se stesso, ma inteso come mezzo per produrre valore sociale e ambientale. [...] il presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi [...] http://www.lastampa.it/2014/06/06/scienza/ambiente/ambiente-fao-il-futuro-sono-i-territori-intelligenti-0lwJMp0nbasdg2K8KnehrJ/pagina.html  
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bombi_in_pericolo_8390 la repubblica.it - ambiente, 4/6/2014 - a. cianciullo [...] Il 9% dei campi italiani, quello in cui i pesticidi sono off limits, rappresenta un serbatoio di diversità genetica. Rispetto ai terreni in cui regnano i fitofarmaci, ci sono 7 volte più insetti impollinatori (api, bombi), 5 volte più farfalle, 7 volte più merli, cianciallegre, scriccioli. Anche le orchidee, i ranuncoli, i fiordalisi crescono in quantità 3-4 volte maggiori. I dati sono contenuti in una ricerca condotta dall'Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura biologica) per la giornata mondiale dell'ambiente e integrata con i dati forniti dall'Ispra. Gli agricoltori e gli allevatori che hanno puntato sul biologico riescono inoltre a ottenere risparmi significativi per l'ambiente e il portafoglio. Usano il 23% in meno di energia per unità di prodotto (meno trattori, niente chimica convenzionale) e utilizzano 4 volte più fonti rinnovabili rispetto a chi coltiva in modo tradizionale. In questo modo le 34 mila aziende del bio, oltre a far crescere il Pil italiano di 3 miliardi di euro (di cui 1 in export) e a sostenere il record di biodiversità (l'Italia è prima in Europa), danno anche un contributo significativo nella battaglia contro il caos climatico provocato soprattutto dall'uso di combustibili fossili. Ogni ettaro coltivato in modo biologico permette di assorbire quasi mezza tonnellata di carbonio in più all'anno rispetto a un campo coltivato in modo convenzionale: il bilancio nazionale dei suoli bio ha dunque un attivo di quasi 2 milioni di tonnellate annue di anidride carbonica. [...] http://www.repubblica.it/ambiente/2014/06/04/news/api_campi_biologici_biodiversit-88049171/