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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XJul
le scienze.it, 29/7/2017 – Sang Yup Lee/Scientific American (L’originale di questo articolo è stato pubblicato su www.scientificamerican.com il 26 giugno 2017) Traduzione ed editing a cura di Le Scienze.
Un progetto internazionale sta costruendo un’immensa banca dati che dovrebbe censire tutti i tipi di cellule presenti nel corpo umano, le diverse proteine prodotte nei vari tessuti, i rispettivi profili di espressione dei geni e tutte le altre informazioni relative al funzionamento e al metabolismo cellulare nelle più svariate condizioni fisiologiche e patologiche. …
http://www.lescienze.it/news/2017/06/29/news/atlante_completo_cellule_umane_proteine_terapie-3585191/
https://www.scientificamerican.com/article/the-human-cell-atlas/
Jun
la stampa.it, 28/6/2017 – tuttoscienze e. forzinetti
Oggi sembra più chiaro quale sia il codice utilizzato da alcune popolazioni di neuroni per riconoscere i volti. In uno studio realizzato dal gruppo di Doris Tsao del California Institute of Technology e pubblicato recentemente sulla rivista Cell i ricercatori hanno preso in esame il sistema utilizzato dai macachi per identificare le facce delle persone.
Partendo soltanto da un gruppo di 200 neuroni e decodificandone l’attività in relazione alla risposta ad alcune caratteristiche facciali, gli studiosi sono riusciti a realizzare un algoritmo capace di risalire all’intero volto di un individuo sulla base dei soli segnali elettrici prodotti dai neuroni stessi. … http://www.lastampa.it/2017/06/28/scienza/benessere/i-segnali-elettrici-che-permettono-al-cervello-di-riconoscere-i-volti-nQwHfvam2l2nJQojyoaJvO/pagina.html
http://www.cell.com/action/showImagesData?pii=S0092-8674%2817%2930538-X
Jun
radiotrescienza, 27/6/2017 – Al microfono Rossella Panarese, http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-8459854b-9b5b-4bec-b5cc-0caa1bab912b.html
Che cosa accadrebbe se le zanzare sparissero dalla faccia della Terra? Sembra un sogno. Non tanto per la liberazione da bolle e punture, ma perché le zanzare, con le malattie che trasmettono, hanno sulla coscienza un milione di morti l’anno. Una soluzione possibile è modificarle geneticamente per ridurne la fertilità, come ci spiega Andrea Crisanti, parassitologo molecolare all’Imperial College di Londra. Ma siamo sicuri di saper prevedere cosa accadrebbe in un mondo senza zanzare? Lo chiediamo a Gianumberto Accinelli, entomologo e autore di I fili invisibili della natura (Lapis Edizioni, 2017).
Scientific American - Dina Fine Maron
Uno nuovo studio vuole analizzare le basi genetiche che rendono alcune persone più attraenti per le zanzare rispetto ad altre. I risultati potrebbero aiutare a sviluppare un repellente naturale contro questi insetti, che in alcuni casi sono vettori di malattie pericolose. [...] James Logan, entomologo medico della London School of Hygiene and Tropical Medicine che dirige il lavoro. http://www.lescienze.it/news/2017/06/22/news/genetica_attrazione_zanzare-3576735/
https://www.scientificamerican.com/article/are-you-a-magnet-for-mosquitoes/
le scienze.it, 26/6/2017,
Per associare un odore a una ricompensa, il cervello delle api può fare a meno dei corpi fungiformi, che in quasi tutti gli insetti sovraintendono al controllo intelligente del comportamento, attivando vie neurali alternative. Lo rivela un nuovo studio condotto su un modello computazionale dei circuiti cerebrali delle api, dimostrando che la plasticità è una caratteristica anche dei cervelli più semplici.
… pubblicato su “PLOS Computational Biology” da HaDi MaBouDi e colleghi della Queen Mary University di Londra, che hanno realizzato un modello computazionale realistico dei circuiti cerebrali usati dalle api per elaborare le informazioni olfattive. … http://www.lescienze.it/news/2017/06/26/news/cervello_api_corpi_fungiformi-3578422/
http://journals.plos.org/ploscompbiol/article?id=10.1371/journal.pcbi.1005551
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Università di Tor Vergata