-
-
-
Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
-
Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
-
Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XNov
la stampa.it – 23/11/2016, n. quadri
Al Festival della Terra di Venezia la radiografia sullo stato dei mari: «La Rete ci aiuterà a prendere coscienza dell’emergenza globale»
l’Ue ha firmato con altre 24 nazioni extraeuropee un accordo per la creazione della più grande riserva marina del Pianeta: un milione e mezzo di km quadrati di oceano antartico, che saranno risparmiati dalla pesca e dalle trivellazioni petrolifere. La notizia arriva poco dopo la decisione dell’amministrazione Obama di estendere un’altra mega-riserva marina, alle Hawaii. Ma, mentre molti attivisti e scienziati festeggiano, c’è chi sottolinea i limiti di queste iniziative: ha osservato su «Science» Ray Hilborn, esperto di ecosistemi della University of Washington, che l’acronimo per «Area Marina Protetta» potrebbe significare anche «Muovere i Problemi Altrove».
La questione dei parchi marini è solo un esempio dei tentativi, ancora insufficienti, che la politica sta mettendo in atto per affrontare un’emergenza globale, quella degli oceani. A spiegarlo è Kenneth R. Weiss, che segue i problemi dei mari per «Science» e il «National Geographic» e che ha vinto, nel 2007, il premio Pulitzer proprio con un’inchiesta sulle alterazioni degli oceani provocate da noi umani: la scorsa settimana ospite al Festival della Terra, organizzato a Venezia dall’Università Cà Foscari, ha spiegato cosa significa l’Sos lanciato sulla dimensione liquida della Terra.
Mr. Weiss, perché ritiene che le riserve siano un palliativo?
http://www.lastampa.it/2016/11/23/scienza/tuttoscienze/stop-alla-pesca-intensiva-e-al-boom-di-co-non-troppo-tardi-per-salvare-gli-oceani-LszxAUGSEpIBCKVEGhI7tJ/pagina.html
Nov
le scienze.it, 22/11/2016
Durante lo sviluppo embrionale il movimento apparentemente caotico delle cellule del tessuto cutaneo che serve a dargli la lunghezza e lo spessore corretto per ogni parte del corpo è orchestrato da una via di segnalazione che ha al suo centro una proteina, detta CDC-42 GTPasi. La scoperta è di un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin a Madison, che firmano un articolo pubblicato su “PLoS Genetics”. [...] i ricercatori sono riusciti a dimostrare che la CDC-42 ha effettivamente un ruolo centrale per la corretta conformazione dei tessuti, identificando anche altre molecole che concorrono a quella “ordinata coreografia” – come l’ha chiamata Hardin – che porta queste cellule ad assumere la loro forma e posizione definitiva. Il risultato, ricordano gli autori, va considerato valido sostanzialmente per tutto il mondo animale dato che la proteina in questione si è fortemente conservata in tutta la storia evolutiva, dal verme fino all’essere umano. http://www.lescienze.it/news/2016/11/22/news/sviluppo_forma_tessuti_embrione_cdc-42-3317089/
http://journals.plos.org/plosgenetics/article?id=10.1371/journal.pgen.1006415
Nov
Dott. Simone FATTORINI – Università dell’Aquila, Dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica,scienze della vita e dell’ambiente
Biogeografia delle interazioni ospite-parassita
Aula presso il Laboratorio di Ecologia Sperimentale ed Acquacoltura
Via Cracovia 1, 00133 Roma
Mercoledì 23 novembre 2016 ore 15:00
le scienze.it – 21/11/2016
La resa di una coltivazione può essere incrementata del 14-20 per cento aumentando i livelli nella pianta di tre proteine che sono coinvolte nel meccanismo biomolecolare per la dissipazione della luce in eccesso nelle giornate di Sole. La tecnica è stata dimostrata sul tabacco, ma potrebbe trovare utile applicazione anche nelle colture di importanza alimentare. [...] Lo dimostra un nuovo studio apparso sulla rivista “Science” e firmato da Stephen Long dell’Università dell’Illinois a Urbana Champaign e colleghi di una collaborazione internazionale. [...] Long e colleghi hanno utilizzato un supercomputer dell’Università dell’Illinois per prevedere di quanto riducesse la produttività delle colture il lento recupero dell’estinzione fotochimica nell’arco del giorno. I calcoli hanno dato risultati sorprendenti: la perdita varia tra il 7,5 e 30 per cento, a seconda del tipo di pianta e della temperatura. Con la consulenza di Krishna Niyogi, dell’Università della California a Berkeley, hanno poi individuato i processi molecolari
alla base dell’estinzione e le proteine che avrebbero potuto rendere più rapido il processo di recupero… http://www.lescienze.it/news/2016/11/21/news/tre_proteine_fotosintesi_resa_colture-3317566/
http://science.sciencemag.org/content/354/6314/857
PROGETTI:
CERCA NEL SITO:
FACILITIES:
Via della Ricerca Scientifica 1 - 00173 Roma, Tel +39 06 72594391 Fax +39 06 2023500 dipartimentobiologia@pec.uniroma2.it





























Università di Tor Vergata