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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XNov
le scienze.it – 29/10/2015
… Gli studi di microbiologia d’ora in poi potranno essere coordinati su larga scala grazie a due nuovi progetti interdisciplinari, descritti in altrettanti articoli apparsi sulle riviste “Nature” e “Science”: si tratta della Unified Microbiome Initiative (UMI), negli Stati Uniti, e dell’International Microbiome Initiative (IMI), che riguarderà Unione Europea, Stati Uniti e Cina. [...]
Come sottolineato nell’articolo apparso su Nature e firmato da Nicole Dubilier, direttore del Max-Planck-Institut per la Microbiologia marina di Brema, in Germania, Margaret McFall-Ngai, dell’Università delle Hawaii a Manoa, e Liping Zhao, della Shanghai Jiao Tong University, tutti i progressi nelle tecniche di studio stanno mostrando che quello della microbiologia è un mondo di complessità inaspettata. [...]
Il microbioma terrestre – cioè il patrimonio genetico e le interazioni ambientali dell’insieme dei microrganismi che vivono sul nostro pianeta – appare così un territorio ancora in gran parte inesplorato, al punto che la ricerca mondiale ora ha bisogno di procedere lungo linee condivise a livello internazionale.
Nell’articolo pubblicato su “Science” gli autori identificano le aree di ricerca a cui saranno dedicati i primi sforzi: analisi genetica e chimica dei microbi, tecnologie di imaging e visualizzazione, e infine modellizzazione dei sistemi microbiologici con l’aiuto delle tecnologie informatiche. http://www.lescienze.it/news/2015/10/29/news/due_iniziative_ricerca_microbioma-2822984/
http://www.nature.com/news/microbiology-create-a-global-microbiome-effort-1.18636
http://www.sciencemag.org/content/350/6260/507
Oct
la stampa.it – 29/10/2015, tuttoscienze -s. massarelli
Perché gli anticorpi monoclonali non sempre funzionano? Ricerca dell’Irccs di Candiolo
Le speranze di cura contro i tumori del colon-retto in fase avanzata sono spesso affidate agli anticorpi monoclonali noti come anti-Egrf: sono farmaci come il Cetuximab e il Panitumumab, che si legano a particolari recettori di membrana per poi attaccare la massa tumorale in modo selettivo. Tuttavia solo il 15% dei pazienti risponde bene a queste terapie, per cause non completamente chiarite fino a oggi.
Ora, però, ad accendere nuove speranze di cura è una ricerca apparsa su «Nature»: coordinata da un team dell’Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo (Torino) e condotta in collaborazione con la John Hopkins University di Baltimora, ha permesso di conoscere più a fondo gli «errori» genetici che consentono a un tumore di resistere o di soccombere al farmaco. [...] I ricercatori dell’istituto torinese Andrea Bertotti e Livio Trusolino hanno quindi deciso di esplorare il genoma tumorale di 129 pazienti con tecniche di ultima generazione [...]
http://www.lastampa.it/2015/10/29/scienza/tuttoscienze/a-caccia-degli-errori-che-fanno-resistere-o-soccombere-un-tumore-KFmt2qnxpfTlVJICTKCY7I/pagina.html
http://www.nature.com/nature/journal/v526/n7572/full/nature14969.html
La genetista Tonelli: l’high tech che sfamerà la Terra
Laboratorio Expo. The many faces of sustainability» di Fondazione Feltrinelli, curato da Salvatore Veca e presentato venerdì scorso
… Nutrire il pianeta – come recita lo slogan – va fatto in modo nuovo, più sostenibile. E questo richiede saperi antichi e biotecnologie, le sementi dei nostri avi e nuove varietà che la scienza sta aiutando a selezionare.Chiara Tonelli, prorettore alla ricerca e genetista dell’Università Statale di Milano: «Davanti ai cambiamenti climatici servono piante più resistenti e più produttive. Non significa abbandonare le varietà tradizionali, ma migliorarle grazie a tutto quello che oggi sappiamo sul loro patrimonio genetico [...]
«Ci sono tecnologie di miglioramento a cui non possiamo rinunciare per un’agricoltura realmente sostenibile. Vale in primis per gli Ogm, sui quali il messaggio è sempre lo stesso: ci servono per rendere le piante più resistenti a virus e batteri [...] esistono erbicidi di ultima generazione che degradano e non lasciano tracce sul prodotto finale. La genetica ci può aiutare a rendere le piante immuni, ma davanti alle malattie possiamo usare farmaci più sostenibili e sicuri».
Nella cassetta degli attrezzi ci sono metodi nuovissimi e ancora in via di elaborazione come il «genome editing», la manipolazione genetica …
http://www.lastampa.it/2015/10/28/scienza/tuttoscienze/lexpo-sta-per-finire-e-lagricoltura-si-reinventa-6XhCe9aBPU4oUVlthygynM/pagina.html
Oct
la repubblica.it, 26/10/2015 -
UN POMODORO che contiene antiossidanti pari a 50 bicchieri di vino. Ottenuto dai ricercatori del centro di ricerca britannico John Innes, fra i quali vi è l’italiano Eugenio Butelli, il superpomodoro che protegge le cellule dai processi degenerativi, come quelli dell’invecchiamento e dei tumori. Il segreto starebbe nel resveratrolo, una sostanza antiossidante amica delle cellule. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications e il prototipo potrebbe diventare una fonte di produzione di questo principio per realizzare integratori o cibi arricchiti. [...] L’ortaggio “miracoloso” è stato ottenuto dai ricercatori inserendo nel suo Dna i geni responsabili della produzione del resveratrolo nella vite e della genisteina nei legumi. Inoltre è stata aggiunta una proteina chiamata AtMYB12 che si trova nella pianta più usata nei laboratori di ricerca di tutto il mondo, l’arabetta comune (Arabidopsis thaliana). Questa proteina incrementa la produzione delle altre sostanze tramite l’aumento delle attività dei geni coinvolti. http://www.repubblica.it/scienze/2015/10/26/news/superpomodoro_ricco_di_antiossidanti_come_50_bottiglie_vino-125923892/
http://www.nature.com/ncomms/2015/151026/ncomms9635/full/ncomms9635.html
Università di Tor Vergata