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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XApr
la stampa.it – 9/4/2014 – tuttoscienze
VINCENZO BALZANI – UNIVERSITA’ DI BOLOGNA
… Lo spreco alimentare non è legato solo al cibo che non viene utilizzato, ma anche, e forse di più, alla dieta. Un kg di grano ha un contenuto energetico di 3500 kcal, fornite per ¾ dall’energia del sole e per ¼, 800 kcal, dai combustibili fossili utilizzati nei lavori agricoli. Per ottenere 1 kg di carne bovina servono però non 800 kcal, ma 40 mila kcal di combustibili fossili. La differenza fra grano e carne, poi, non sta solo nella differente quantità di energia consumata per produrli, ma riguarda il terreno e l’acqua.[...]
Circa il 13% del suolo è terreno coltivabile; il resto sono pascoli, foreste, deserti. Il terreno coltivabile non si può ampliare più di tanto per vari motivi, fra i quali la necessità di conservare la biodiversità e gli ecosistemi che forniscono all’uomo servizi insostituibili per il mantenimento della vita sulla Terra.
Il terreno coltivabile è oggi oggetto di competizione fra produzione di cibo e di biocombustibili. Si tratta di un problema che, anzitutto, ha profondi risvolti etici: per riempire di biocombustibile il serbatoio di un Suv si utilizza una quantità di mais che sarebbe sufficiente a nutrire una persona per un anno. http://www.lastampa.it/2014/04/09/scienza/tuttoscienze/volete-la-terra-o-le-bistecche-arrivato-il-momento-di-scegliere-odUguV2bgL3wVoS9DVlkVM/pagina.html
Apr
la stampa.it – 9/4/2014
La ricerca italiana svela un nuovo possibile impiego del Cearnohabtidis elegans, piccolo verme protagonista di numerosi studi premiati con il Nobel per la Medicina.
Il piccolo organismo invertebrato, storico alleato della scienza, agisce come un “sensore” per riconoscere precocemente le proteine responsabili dell’amiloidosi da catene leggere delle immunoglobuline, malattia cardiaca causata dai tumori del sangue. La ricerca, nata da una collaborazione fra il Dipartimento di biochimica e farmacologia molecolare dell’Irccs Mario Negri di Milano e il Centro per lo studio e la cura delle amiloidosi sistemiche dell’Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, è pubblicata su Blood. Hanno partecipato al progetto anche scienziati delle università di Milano e di Torino. http://www.lastampa.it/2014/04/08/scienza/un-verme-come-sensore-per-i-cuori-malati-rmr4nA3c6gfqtmfpPQ7CmI/pagina.html
le scienze.it – 8/4/2014
La qualità nutrizionale delle colture alimentari rischia di diminuire in seguito all’aumento dei livelli di anidride carbonica via via che si intensifica il cambiamento climatico. In particolare, si può prevedere una riduzione media del tre per cento della disponibilità di proteine di origine vegetale per l’alimentazione umana. A dare per la prima volta una dimostrazione sperimentale sul campo di questo fenomeno – già previsto sulla base dei risultati di esperimenti in laboratorio – è stato un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Davis e dell’Arid-Land Agricultural Research Center (USDA) a Maricopa, in Arizona, che firmano un articolo su “Nature Climate Change”.
All’origine di questa riduzione vi è l’inibizione della conversione dei nitrati assorbiti dal terreno in proteine, dovuta all’azione dell’anidride carbonica quando raggiunge elevati livelli di concentrazione nei tessuti delle piante. L’abbassamento medio del contenuto di proteine per frumento, riso, patate e orzo è dell’otto per cento, che – considerato il peso diverso di questi prodotti nella dieta umana – si traduce in una riduzione del tre per cento della disponibilità media di proteine vegetali per il consumo. http://www.lescienze.it/news/2014/04/08/news/riduzione_proteine_raccolti_livelli_co2_aria-2088941/
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