-
-
-
Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
-
Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
-
Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XNov
wired.com, 2/11/2017 – m.musso
Si chiama Earth Microbiome Project, ed è una preziosissima banca dati del microbioma di tutto il nostro pianeta. Il progetto, nato dalla collaborazione di un team di ricercatori provenienti da University of California San Diego, Pacific Northwest National Laboratory, University of Chicago and Argonne National Laboratory, ha raccolto finora oltre 27mila campioni di comunità microbiche provenienti dai più disparati ambienti di tutto il globo, dall’acqua dolce all’acqua salata, fino ad arrivare al suolo della foresta pluviale. E proprio grazie all’analisi del microbioma che vive in ogni singolo campione, come si legge sulle pagine di Nature, i ricercatori sono riusciti a creare la prima banca dati di riferimento dei batteri che colonizzano il pianeta. E siamo solo all’inizio: l’elenco continuerà a crescere man mano che verranno aggiunti nuovi dati. [...] il fondatore del progetto, Rob Knight della San Diego School of Medicine. [...] Per analizzare la diversità batterica tra i vari ambienti, sia geografici che chimici, il team di ricercatori ha sequenziato il gene 16S rRNA, un marcatore genetico specifico per i batteri e i loro parenti, archeobatteri. La sequenza 16S rRNA serve proprio come un codice a barre, ovvero permette di identificare i diversi tipi di batteri. E in questo primo set di dati, i ricercatori hanno identificato ben 300mila sequenze batteriche uniche di 16S rRNA. … http://earthmicrobiome.org/
https://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature24621.html
https://www.wired.it/scienza/lab/2017/11/02/mappatura-microbioma-pianeta/
Oct
la stampa.it – 30/10/2017, n. panciera
Una cura definitiva ancora non esiste, ma la sclerosi multipla vive un’epoca di numerose opzioni terapeutiche e la ricerca di nuove soluzioni è frenetica. La speranza è di arrivare a trattamenti personalizzati perché la sclerosi multipla è una malattia molto eterogenea, sia dal punto di vista clinico che dal punto di vista della risposta ai trattamenti.
Al settimo Congresso Congiunto dei Comitati Europeo e Americano per la Terapia e la Ricerca sulla Sclerosi Multipla (ECTRIMS-ACTRIMS), appena conclusosi a Parigi, si è parlato degli ultimi risultati della ricerca clinica e di base. … http://www.lastampa.it/2017/10/30/scienza/benessere/sclerosi-multipla-cos-la-medicina-si-focalizza-su-trattamenti-pi-concentrati-nel-tempo-Jpr0KWPxVjXC6YQDWd5DzH/pagina.html
Oct
le scienze, 26/10/2017
… Non chiamatelo taglia-incolla. Il sistema CRISPR si è evoluto, e per correggere le mutazioni ora non ha più bisogno di tagliare. Due lavori, pubblicati rispettivamente su “Nature” e su “Science”, annunciano l’arrivo di due nuove varianti di questa piattaforma tecnologica per l’editing genomico. Si tratta di veri e propri correttori automatici di refusi (“base editor”), che prendono il posto delle forbici molecolari della versione classica di CRISPR. [...] L’anno scorso David Liu del Broad Institute aveva già illustrato su “Nature” come convertire una coppia G-C in una coppia T-A. Ma per rimediare a molte mutazioni patologiche serve la transizione inversa e la novità di quest’ultimo lavoro, firmato dallo stesso ricercatore, è che ora è possibile sostituire tutte e quattro le lettere, sia nei batteri che nelle cellule umane. [...] L’altro studio, in uscita su “Science”, è stato eseguito nello stesso istituto, che è nato dalla collaborazione tra Massachusetts Institute of Technology e Harvard University, ed è firmato da uno dei pionieri di CRISPR: Feng Zhang. La nuova variante ha ricevuto il nome REPAIR (RNA Editing for Programmable A to I Replacement) … http://www.lescienze.it/news/2017/10/26/news/crispr_dna_rna-3729557/
https://www.nature.com/nature/journal/vaap/ncurrent/full/nature24644.html
http://science.sciencemag.org/content/early/2017/10/24/science.aaq0180
Scienza in rete.it – 30/10/2017 – https://www.scienzainrete.it/articolo/nuova-crispr-base-base/laura-mosca/2017-10-30
le scienze.it, 26/10/2017
Per la prima volta un gruppo internazionale di ricercatori è riuscito a fornire una misura generale dell’efficacia degli sforzi per la conservazione della biodiversità. Gli scienziati in particolare hanno mostrato che, grazie agli investimenti in questo campo, nei 109 paesi che nel 1992 hanno firmato la Convenzione sulla biodiversità (nota anche come Convenzione di Rio) fra il 1996 e il 2008 il tasso di perdita delle specie è calato del 29 per cento. Inoltre lo studio – pubblicato su “Nature” – fornisce uno strumento che permette alle nazioni di calibrare i propri investimenti nella conservazione in base loro specifiche esigenze.[...]
Analizzando i compromessi tra conservazione e sviluppo economico, i ricercatori sono stati in grado di creare un algoritmo che suddivide la responsabilità del declino delle specie globali tra i singoli paesi e stima come adeguare i bilanci finanziari per la conservazione per bilanciare i tassi di crescita economica umana attuali o futuri. [...] Sulla base di questo algoritmo, i ricercatori hanno infine stimato che con un’efficiente distribuzione delle risorse per la conservazione, basterebbe meno dello 0,01 per cento del prodotto interno lordo globale per fermare la perdita di biodiversità. https://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature24295.html
http://www.lescienze.it/news/2017/10/26/news/riduzione_perdita_biodiversita_investimenti_sviluppo-3728903/
PROGETTI:
CERCA NEL SITO:
FACILITIES:
Via della Ricerca Scientifica 1 - 00173 Roma, Tel +39 06 72594391 Fax +39 06 2023500 dipartimentobiologia@pec.uniroma2.it




























Università di Tor Vergata