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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XOct
oggiscienza.it, 17/10/2017, m. turconi
… il tema del neuroenhancement, ossia del potenziamento cognitivo, è un filone di indagine che abbraccia diversi campi delle neuroscienze, spaziando dalla farmacologia alle neuroscienze cognitive, e che interessa decine di gruppi di ricerca in tutto il mondo. Questo perché, oltre a migliorare le funzioni cognitive di individui sani, identificare strategie efficaci di potenziamento cognitivo aiuterebbe a contrastare gli effetti devastanti di patologie neurodegenerative, sempre più diffuse a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita media e dall’impatto socioeconomico devastante.
Ed è proprio di questi giorni la notizia di uno studio, realizzato da un gruppo della Boston University, che spiega come un’innovativa tecnica di stimolazione neurale (la high-definition transcranial alternating current stimulation, o HD-tACS) possa contribuire al rafforzamento delle funzioni esecutive, abilità cognitive cruciali per comportamenti complessi come l’autocontrollo, la coordinazione dei movimenti, la memoria. … La HD-tACS, a differenza di quanto il nome potrebbe far pensare, è una metodica non invasiva con la quale si altera, in maniera del tutto indolore, l’attività dei neuroni tramite l’applicazione di una corrente elettrica alternata. Nello specifico, il team di ricerca guidato dal Professor Robert Reinhart ha agito su due aree della corteccia cerebrale adibite al controllo delle funzioni esecutive, quella mediale frontale e quella laterale prefrontale: l’obiettivo era quello di sincronizzare le oscillazioni (ossia le attivazioni di gruppi di neuroni) tra queste due aree, migliorando così la loro connessione e, di conseguenza, i processi cognitivi da esse governate. [...] Lo studio, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha dimostrato come l’aumento di sincronizzazione possa migliorare le performance di compiti di laboratorio; analogamente, Reinhart e colleghi hanno dimostrato che la desincronizzazione dell’attività si traduce in risultati peggiori. …
http://www.pnas.org/content/early/2017/10/03/1710257114
Oct
wired 13/10/2017 – a. pace
Un groviglio di spaghetti: è così che gli scienziati raffigurano, metaforicamente, il nostro dna, composto da circa due metri di materiale genetico appallottolato attorno a 46 cromosomi. E non si tratta, spiegano, di una struttura immobile, anzi: questi “spaghetti” sono in costante movimento, per permettere ai diversi gruppi di geni di avvicinarsi e di volta in volta operare insieme.
Per la prima volta, un team di ricercatori della Rice University di Houston, in Texas, in collaborazione col Broad Institute di Boston ci racconta per immagini (oltre che in uno studio su Cell) questo movimento, introducendo nella grafica tridimensionale del dna anche una quarta dimensione: il tempo. … https://www.wired.it/scienza/lab/2017/10/13/genoma-4d-video/
le scienze.it – 12/10/2017
Un dettagliato atlante che mappa i segmenti del DNA umano che influenzano l’espressione dei geni, e quindi i tratti osservabili di un tessuto, un organo o un individuo, è stato completato da una collaborazione internazionale creata proprio a questo scopo, il GenotypeTissue Expression (GTEx) Consortium. I risultati di questa impresa sono illustrati in quattro articoli pubblicati su “Nature”. [...] In particolare i ricercatori di GTEx hanno studiato più di 7000 campioni rappresentativi di 42 tipi di tessuto differenti, provenienti da oltre 400 donatori, ricorrendo alla tecnica detta eQTL (expression quantitative trait loci) e concentrandosi, per ogni campione, su circa 12,5 milioni di basi di DNA (ossia i “mattoni” di cui è costituito, chiamati rispettivamente adenina, guanina, citosina e timina) note per variare tra gli individui. Nel primo articolo i ricercatori hanno dimostrato che l’espressione di quasi tutti i geni del genoma umano è influenzata dalle variazioni genetiche presenti in tratti non codificanti per proteine e che la maggior parte delle varianti che influenzano l’espressione genica si trovano in prossimità del gene interessato (e per questo sono sono dette cis-eQTLs [...] (https://www.nature.com/nature/journal/v550/n7675/full/nature24277.html) [...] Il secondo articolo è invece dedicato all’esame degli effetti sull’espressione genica delle varianti non codificanti rare (ossia non comuni a un numero rilevante di soggetti) http://www.nature.com/nature/journal/v550/n7675/full/nature24267.html?foxtrotcallback=true [...] Gli ultimi due articoli mostrano infine come sia possibile combinare i dati ottenuti da GTEx con quelli ottenuti da altre ricerche per studiare come le varianti associate all’espressione genica alterata possono regolare altri fenomeni, come l’inattivazione di uno dei due cromosomi X nella femmina (https://www.nature.com/nature/journal/v550/n7675/full/nature24265.html); e il cosiddetto editing dell’RNA messaggero (mRNA), ossia quel complesso di processi che all’interno della cellula modificano l’mRNA per fargli assumere la sua forma “matura” che può essere differente a seconda del tessuto in cui deve operare; (https://www.nature.com/nature/journal/v550/n7675/full/nature24041.html) [...] Infine, un ultimo articolo pubblicato su “Nature Genetics” presenta le linee del progetto Enhancing GTEx, … https://www.nature.com/articles/ng.3969.epdf?referrer_access_token=zUwjdpb- cSoK8AHMSkIlR9RgN0jAjWel9jnR3ZoTv0O617cIutdJjDJWCsgA0Iuach7dHvoDEBLJE12saYYhHltzutCKGO4qCFGVLYVPTI90j1QUeHGzRZLMJLu4QdKRFPvopjar9eWzj-BudqVQaBgheNWd3Tp_ZJR_AWqVypIcahwUoJLk_7T4q8zHOSw1vT_UF2I0mYwaBLv4_Rz07FX2nhqTzSDVIlFS_kH_Ti8WJI9hi3hWQfyqNz1M8hzTbryxX5MCpNm50RdNhi243iNq8cMcvo5lKHxdO470J2M%3D&tracking_referrer=www.lescienze.it
https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/10/12/mappa-differenze-genoma-umano/
Oct
la stampa 12/10/2017 – tuttoscienze, a.mondo
È stata una caccia durata molti anni che ha portato a identificare un nuovo recettore della proteina NoGo-A, noto regolatore di tutte le forme di plasticità nel sistema nervoso centrale: in pratica, la capacità del cervello di adattarsi e ripararsi in seguito a un danno. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Developmental Cell, è stata coordinata dall’équipe di Martin Schwab del Brain Research Institute-Università di Zurigo in collaborazione con il gruppo di ricerca della prof.ssa Annalisa Buffo del NICO-Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi (con sede a Orbassano, presso il comprensorio dell’Ospedale San Luigi Gonzaga) e Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino, che studia le forme di plasticità cerebrale ormai da 20 anni. … http://www.lastampa.it/2017/10/12/cronaca/scoperto-un-nuovo-interruttore-della-proteina-che-regola-la-capacit-del-cervello-di-ripararsi-evxjM1AIeOVrQ4JjDdkYoJ/pagina.html
http://www.cell.com/developmental-cell/fulltext/S1534-5807(17)30674-3
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Università di Tor Vergata