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la stampa.it - 3/4/2017, f. di todaro Un gruppo di ricercatori italiani - Università Campus Bio-Medico, Centro Nazionale delle Ricerche e Fondazione Irccs Santa Lucia - ha aggiunto un altro tassello al percorso di disvelamento dei meccanismi fisiopatologici alla base della malattia. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista «Nature Communications». Coordinati da Marcello D’Amelio, docente di fisiologia umana e neurofisiologia al Campus Bio-Medico, i ricercatori hanno scoperto il via alla perdita neuronale non avverrebbe nell’ippocampo, base di stoccaggio delle informazioni nel nostro cervello, ma nell’area tegmentale ventrale: una porzione del mesencefalo coinvolta nei meccanismi di regolazione del tono dell’umore. Il legame con l’ippocampo, comunque, esiste. Ed è determinato dalla stessa dopamina. Il neurotrasmettitore, sintetizzato nell’area tegmentale ventrale, viaggia infatti verso l’ippocampo. Nel momento in cui la sorgente è danneggiata, il mediatore risulta però insufficiente, se non del tutto assente. Da qui il danno alla memoria, provocato dal deficit che si determina a livello dell’ipotalamo. http://www.lastampa.it/2017/04/03/scienza/benessere/alzheimer-ricercatori-italiani-scoprono-i-meccanismi-allorigine-della-malattia YNWwJq63MaHsjBZHcZb6cJ/pagina.html http://www.nature.com/articles/ncomms14727 la repubblica.it: http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2017/04/03/news/alzheimer_ecco_i_meccanismi_all_origine_della_malattia-162080789/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P5-S1.8-T1
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la stampa.it - 29/3/2017, n. panciera Secondo gli autori del lavoro, apparso sul Journal of Diabetes Research, l’irisina può spiegare gli effetti positivi dell’esercizio sul metabolismo dell’organismo, in altre parole perché una giusta quantità di movimento allontana il rischio di diabete mellito, obesità e sindrome metabolica. Lo studio, tutto italiano, è stato condotto in collaborazione con il Policlinico San Donato IRCCS di Milano, l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi. ... http://www.lastampa.it/2017/03/29/scienza/benessere/ecco-la-molecola-che-trasforma-lattivit-fisica-in-salute-PpGStbFpMGyqRAIqGvJvlI/pagina.html https://www.hindawi.com/journals/jdr/2017/1039161/
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171531478-79bbcd4c-6ca1-4c03-8c18-9abcf6fc84ca le scienze.it - 29/3/2017 Per la prima volta un gruppo di ricerca è stato in grado di studiare in vitro le interazioni dei diversi tessuti del sistema riproduttivo femminile, ricreando in provetta il ciclo mestruale umano di 28 giorni. L'impresa è stata portata a termine da un gruppo i ricercatori della Northwestern University a Chicago e del The Charles Stark Draper Laboratory a Cambridge, in Massachusetts, che firmano un articolo su "Nature Communications". La tecnologia messa a punto potrà fornire una piattaforma utile alla scoperta di nuovi farmaci per la terapia dei disturbi dell'apparato riproduttivo femminile e nuove strategie anticoncezionali... http://www.nature.com/articles/ncomms14584 http://www.lescienze.it/news/2017/03/29/news/imitazione_su_chip_ciclo_mestruale-3472845/
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0.5625-ks3D-U11002029012805pB-1024x576@LaStampa.it   la stampa.it, 30/3/2017. f. di todaro Ricerca dell’Università di Stanford e di scienziati tedeschi. Lo stop al turnover delle sinapsi è considerato il momento che segna l’inizio del processo di invecchiamento cerebrale ... uno studio pubblicato sulla rivista «Science». Come risultato della ricerca, viene messa in relazione la capacità dell’essere umano di riconoscere i volti con lo sviluppo anatomico di una regione specializzata della corteccia cerebrale, individuabile nella faccia inferiore del lobo temporale. L’analisi, realizzata mediante tecniche di risonanza magnetica, ha permesso di verificare come un’abilità sempre maggiore nel riconoscimento dei volti si associ a un aumento delle dimensioni di questa regione del cervello. Un processo che ha inizio dall’infanzia e si protrae fino quasi ai trent’anni: ben oltre quella che era considerata la soglia massima. «Questo studio è la prova che la plasticità del cervello continua per molti anni dopo la nascita - afferma Stefano Cappa, ordinario di neuroscienze cognitive all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e membro della Società Italiana di Neurologia -. Il fatto che l’aumento delle dimensioni del cervello sia specifico della parte che interessa il riconoscimento dei volti conferma il ruolo centrale che la capacità di riconoscere gli altri ha per la nostra specie, nello sviluppo delle relazioni sociali». I ricercatori - Università di Stanford, in collaborazione con i colleghi tedeschi del centro di ricerca in neuroscienze Julich - hanno reclutato 22 bambini e 25 adulti, scansionando il loro cervello con una risonanza magnetica funzionale. ... http://www.lastampa.it/2017/03/30/scienza/benessere/una-parte-del-nostro-cervello-continua-a-crescere-fino-ai-anni-Xak6Ej0ltlY1Vi7BzckjiN/pagina.html http://science.sciencemag.org/content/355/6320/68