Dipartimento di Biologia
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.

Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012

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approfondimenti

foodinsight

News ed Eventi
12
Sep

Medicina: batteri in stomaco api promettente alternativa ad antibiotici

Posted by elena in dai media, food.

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Panorama – Roma, 11 set. (AdnKronos Salute) - Batteri trovati nel sistema digerente delle api potrebbero essere utilizzati come alternativa agli antibiotici nella lotta contro i ceppi di Mrsa (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina) resistenti ai farmaci. Lo assicurano gli scienziati dell’Università di Lund, in Svezia.
Per millenni il miele grezzo è stato utilizzato per trattare le infezioni, ricorda il ‘Telegraph’ online. Il team ritiene che la sua efficacia potrebbe essere la combinazione unica di 13 tipi di batteri presenti nell’acido lattico dello stomaco di questi insetti. Questi microrganismi, che non sono più attivi nei prodotti alimentari che acquistiamo nei negozi, producono una miriade di composti disinfettanti che potrebbero essere sfruttati soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove il miele fresco è facilmente disponibile, così come nei Paesi occidentali in cui la resistenza agli antibiotici è un problema sempre più consistente. Il team di studiosi ha testato il tutto sui patogeni presenti su ferite umane, inclusi ‘super batteri’ Mrsa, rilevando l’efficacia del composto.
http://scienza.panorama.it/salute/Medicina-batteri-in-stomaco-api-promettente-alternativa-ad-antibiotici

11
Sep

Gli ortaggi del futuro? Cresceranno negli oceani

Posted by elena in dai media, food.

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la stampa.it – 11/9/2014, r. pizzolante
Coltivare in mezzo al mare per far fronte alla scarsità di terre disponibili. Potrebbe essere questa la nuova frontiera per nutrire il Pianeta. Al via un progetto italiano

Entro il 2050 la popolazione urbana mondiale toccherà quota sei miliardi, dicono le ultime previsioni dell’Onu. Con questi numeri i governi sono chiamati a una grossa sfida: produrre più cibo per garantire la sicurezza alimentare di tutti. [...] E’ questa l’idea alla base di FLOAT – Floating Agricultural System, un sistema di coltivazione che si basa su unità modulari in grado di galleggiare in mare e produrre vegetali senza consumo di terra agricola, presentato il 21 luglio all’Università di Milano-Bicocca. Le serre, ancora un prototipo, utilizzano tecniche di coltivazione fuori suolo, come l’idroponia e l’acquaponia, e poggiano su strutture con tanto di passerelle che permettono la raccolta degli ortaggi.
“Stiamo lavorando sui materiali per rendere FLOAT adattabile a diverse condizioni meteorologiche”, spiega Idrees Rasouli, designer inventore di FLOAT e fondatore della X-CROP – Urban Agricultural Technologies Corporation. “Le unità saranno dotate di sistemi per la raccolta dell’acqua piovana e dell’energia solare per creare un habitat ideale per la crescita delle piante sul mare”.
La tecnologia sarà testata presso il MaRHE Center (Marine Research and Higher Education Center), il centro di ricerca e formazione sulla sostenibilità ambientale e sulla protezione della scogliera corallina dell’Università di Milano-Bicocca, attivo sull’isola di Maghodoo, alle Maldive. [...] I test partiranno ad ottobre, speriamo di avere per Expo 2015 una piattaforma di produzione di vegetali alla Maldive”.
I vantaggi dei campi galleggianti sarebbero tanti. “La preservazione della poca terra disponibile e della sua biodiversità, la produzione di cibo fresco e a km zero, la riduzione delle importazioni e quindi dei trasporti e dei rifiuti”, continua Galli. … http://www.lastampa.it/2014/09/11/scienza/ambiente/il-caso/gli-ortaggi-del-futuro-cresceranno-negli-oceani-TAYwdoP0L0GjltIN15vVpJ/pagina.html

10
Sep

Ricerca genetica: svelato il genoma del grano

Posted by elena in dai media, food.

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focus.it- 9/9/2014, m. ferrari
Un consorzio di ricerca internazionale è riuscito in un’impresa titanica: stendere il primo abbozzo del genoma del grano tenero, costituito da circa 106.000 geni (nell’uomo sono 20.000, nel riso quasi 50.000). Il lavoro, pubblicato da poche settimane sulla prestigiosa rivista scientifica Science, apre scenari importanti per il futuro dell’alimentazione umana e consentirà di migliorare la specie coltivata e di ottenere varietà che più rispondono alle nostre esigenze. [...] Nonostante l’adattabilità del grano tenero, la produzione, a causa di cambiamenti del clima, è diminuita del 5,5% dal 2000 al 2008, e in alcuni di questi anni non è stata sufficiente a soddisfare la domanda globale. [...] Il Consorzio internazionale di sequenziamento del grano (IWGSC), forte di 1000 membri in 57 Paesi, ha, insieme ad altri gruppi di scienziati, pubblicato numerosi articoli che chiariscono quale sia la posizione dei geni, su quali cromosomi siano presenti e soprattutto quali siano le loro interazioni. Come cioè un tratto di DNA possa accenderne o spegnerne altri (per attivarli/disattivarli), in modo da rispondere a stimoli ambientali quali il freddo o la siccità. [...] Antonio Michele Stanca, del CRA, Centro di ricerca per la genomica vegetale di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza); il gruppo di ricerca italiano: Faccioli, Colaiacovo, Stanca e Cattivelli, quattro ricercatori del CRA. [...] http://www.focus.it/scienza/scienze/ricerca-genetica-il-genoma-del-grano

Science 18 July 2014: Vol. 345 no. 6194
DOI: 10.1126/science.1251788 
A chromosome-based draft sequence of the hexaploid bread wheat (Triticum aestivum) genome

The International Wheat Genome Sequencing Consortium (IWGSC)
An ordered draft sequence of the 17-gigabase hexaploid bread wheat (Triticum aestivum) genome has been produced by sequencing isolated chromosome arms. We have annotated 124,201 gene loci distributed nearly evenly across the homeologous chromosomes and subgenomes. Comparative gene analysis of wheat subgenomes and extant diploid and tetraploid wheat relatives showed that high sequence similarity and structural conservation are retained, with limited gene loss, after polyploidization. However, across the genomes there was evidence of dynamic gene gain, loss, and duplication since the divergence of the wheat lineages. A high degree of transcriptional autonomy and no global dominance was found for the subgenomes. These insights into the genome biology of a polyploid crop provide a springboard for faster gene isolation, rapid genetic marker development, and precise breeding to meet the needs of increasing food demand worldwide.
http://www.sciencemag.org/content/345/6194/1251788.abstract?sid=0e61c95f-2ab3-4838-8d76-24e7bf9785f4

10
Sep

Acquisto di prodotti locali: così un italiano su tre combatte l'effetto serra

Posted by elena in dai media, food.

la repubblica.it – 9/9/2014

Nel 2013 quindici milioni di cittadini hanno fatto la spesa dal contadino o nei mercati degli agricoltori
[...] Questa, secondo la Coldiretti, è la strategia degli italiani per salvaguardare l’ambiente. Il 30%, spiega l’associazione in una nota, ha acquistato prodotti locali nell’ultimo mese, in modo da evitare che ciò che finisce in tavola debba coprire grandi distanze con mezzi inquinanti. “Questi dati”, si legge nel comunicato, “fanno riferimento all’ultimo rapporto Eurobarometro relativo al 2014, e cadono in un momento particolare, con i nuovi malinconici record denunciati dall’Organizzazione meteorologica mondiale dell’Onu sull’emissione di gas serra” (http://www.repubblica.it/ambiente/2014/09/09/news/wmo_effetto_serra_record-95327694/). “L’inquinamento dell’aria”, sottolinea la Coldiretti, “è il principale problema ambientale per una maggioranza del 56% degli italiani, che nel 31% dei casi sostengono l’importanza di utilizzare mezzi pubblici al posto delle auto di proprietà”. [...] http://www.repubblica.it/ambiente/2014/09/09/news/acquisto_di_prodotti_locali_cos_un_italiano_su_tre_combatte_l_effetto_serra-95359167/

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