Dipartimento di Biologia
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    molecolare di...
    ...cianobatteri di
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.

Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012

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approfondimenti

foodinsight

News ed Eventi
24
Jul

Il “Ritorno alla Terra” dei cervelli italiani

Posted by elena in dai media, food.

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la stampa.it – 24/7/2014 – tuttogreen, b. d’amico
Nel 2013 l’agricoltura è tra i pochi comparti dell’economia italiana ad essere cresciuto, con un più 4,7% rispetto all’anno precedente. Un segno positivo costante che, secondo associazioni di categoria potrebbe trasformarsi in 100mila posti di lavoro nei prossimi tre anni. [...]
Maria Lodovica Gullino, direttrice del Centro di ricerca agroalimentare Agroinnova (Grugliasco), durante l’evento Ritorno alla Terra lanciato a Torino lo scorso 6 giugno. «Tornare alla terra significa valorizzare di nuovo l’agricoltura creando sinergie con imprese, università, associazioni», [...]. L’evento, promosso da Ecosystem Onlus, fa parte del ciclo Smart Actions ed è la scusa con cui ogni anno produttori, ricercatori e studenti mettono in atto azioni e programmi per rendere l’agricoltura “smart” e sensibilizzare l’opinione pubblica su temi ambientali e di agricoltura sostenibile. [...] Ivo Zaccarato, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Torino. «In cinque anni nel nostro ateneo siamo passati da 550 a 971 matricole e a 6 mesi dalla laurea in nostri studenti trovano impiego», continua Zaccarato. Ad attirare sono soprattutto la consulenza e tutto il settore dei servizi che ruota attorno alle aziende. [...] «Bisogna puntare su modello-azienda che fornisce prodotti e servizi – si legge nel documento programmatico di Ecosystem Onlus – Chi si avvicina all’agricoltura lo fa spaziando in settori nuovi: le nuove tecnologie e le energie rinnovabili hanno infatti ampliato notevolmente il campo delle specializzazioni. Insomma, ritorno alla terra sì, ma guardando al futuro»

http://www.lastampa.it/2014/07/24/scienza/ambiente/focus/il-ritorno-alla-terra-dei-cervelli-italiani-5dkmhjq3Z67r3xjvSnOWDN/pagina.html

23
Jul

Creata la ‘biblioteca di Alessandria’ delle piante

Posted by elena in dai media.

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la repubblica.it – 21/7/2014
LE CARATTERISTICHE genetiche grazie alle quali le piante riescono ad adattarsi all’ambiente sono state tutte raccolte per la prima volta in una ‘biblioteca del Dna’ delle piante unica al mondo.
I ‘volumi’ al suo interno sono gli ‘interruttori’ genetici che ne garantiscono le caratteristiche, come la resistenza al freddo o al caldo, e utili per ‘progettare’ piante più’ resistenti e produttive. Si tratta di un vasto progetto, descritto sulla rivista Cell Reports, che ha coinvolto decine di istituti di ricerca internazionali, finanziato per buona parte dall’Istituto nazionale per la salute (Nih) degli Usa i cui dati sono accessibili a tutta la comunità scientifica
Questa enorme ‘biblioteca’ del mondo vegetale raccoglie circa 2.000 ‘copie’ dei cosiddetti fattori di trascrizione delle piante, una sorta di interruttori che attivano o spengono specifiche caratteristiche, ed e’ stata costruita grazie a oltre 8 anni di lavori e 5 milioni di dollari di finanziamenti.[...] http://www.cell.com/article/S2211-1247(14)00517-8/abstract

http://www.repubblica.it/scienze/2014/07/21/news/creata_la_biblioteca_di_alessandria_delle_piante-92077272/

23
Jul

L'impatto ambientale della produzione di carne bovina

Posted by elena in dai media, food.

le scienze.it, 22/7/2014
A parità di calorie consumate, la produzione di carne bovina ha un costo ambientale enormemente superiore a quello degli altri tipi di carne (pollame e maiale), delle uova e dei prodotti lattiero caseari, che a loro volta richiedono da due a sei volte le risorse necessarie a produrre grano, riso o patate per un valore calorico equivalente. A determinarlo è uno studio relativo agli Stati Uniti condotto da ricercatori del Weizmann Institute of Science a Rehovot, in Israele, del Bard College ad Annandale-on-Hudson e della Yale School of Forestry and Environmental Studies a New Haven, negli Stati Uniti [...]

Di fatto – come spiegano Gidon Eshel e colleghi in un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” - http://www.pnas.org/content/early/2014/07/17/1402183111 [...] “Anche se la nostra analisi si basa su dati degli Stati Uniti, e quindi riflette direttamente le attuali pratiche negli Stati Uniti – scrivono gli autori – la rapida diffusione indotta dalla globalizzazione degli usi statunitensi, abitudini alimentari comprese, anche in economie grandi e fiorenti come quelle della Cina o dell’India, conferisce un significato globale alla nostra analisi.”  Alla luce di queste considerazioni, concludono i ricercatori, sarebbe importante varare misure legislative correttive che permettano di alleviare le conseguenze ambientali delle politiche alimentari. A indirizzare gli attuali modelli di consumo verso i diversi tipi di alimenti, non sono solo le preferenze etniche e culturali ma anche le politiche governative di sostegno ai diversi settori dell’industria agroalimentare. http://www.lescienze.it/news/2014/07/22/news/impatto_ambientale_alimenti_origine_animale-2220499/

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Confronto fra l’impatto in termini di consumo di territorio (a), consumo di acqua (b), emissione di gas serra (c), e uso di fertilizzanti (d) della produzione di una quantità equivalente di proteine da latticini (grigio), carne bovina (rosso) pollame (arancione), maiale (rosa) e uova (blu). I dati relativi alla carne bovina sono talmente elevati da andare fuori scala. Il riquadro (e) indica l’apporto proteico medio nella dieta di un cittadino americano dei diversi tipi di alimenti.(Coretsia G. Eshel et al./PNAS)

22
Jul

Le coincidenze pericolose tra picchi di temperatura e hotspot di biodiversità

Posted by elena in dai media.

le scienze, 18/7/2014

[...] Alcuni mesi fa un gruppo di ricercatori guidati da Camilo Mora Università delle Hawaii, [...] ha realizzato otto mappe che mostrano gli hotspot globali per mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci, sulla terraferma e come sui mari, sovrapponendole alla mappa che mostra il futuro cambiamento della temperatura. [...]

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Gli hotspot di biodiversità sono quei meravigliosi luoghi della Terra in cui il numero e la diversità delle specie animali e vegetali raggiungono livelli straordinari. Gli ambientalisti sostengono che gli hotspot sono i luoghi in assoluto più critici da difendere dalla minaccia dello sviluppo umano e del cambiamento climatico.

http://blogs.scientificamerican.com/observations/2014/07/15/biodiversity-hotspots-get-hotter-and-thats-not-good/

http://www.lescienze.it/news/2014/07/18/news/hotspot_specie_animali_vegetali_aumento_temperatura-2218434/

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