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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XIl corriere.it – 14/03/2014, paolo virtuani
[...] un gruppo internazionale di ricerca guidato da Graham Pearson, dell’Università dell’Alberta (Canada), e di cui fa parte Fabrizio Nestola del dipartimento di geoscienze dell’Università di Padova. Lo studio è stato pubblicato il 13 marzo su Nature e conferma un’ipotesi contestata ma che negli ultimi tempi ha preso corpo tra i geologi: l’esistenza di grandi volumi di acqua intrappolati tra 410 e 660 km di
profondità nella zona di transizione tra il mantello superiore e inferiore della Terra.
La scoperta grazie al rinvenimento di una piccolissima inclusione del minerale ringwoodite in un diamante trovato in Brasile
http://www.nature.com/nature/journal/v507/n7491/full/nature13080.html
La stampa.it – 13/03/2014 - Dentro la Terra “oasi” d’acqua grandi dieci volte il Pacifico
All’interno della Terra ci sono “oasi” d’acqua la cui estensione totale potrebbe essere pari a 10 volte quella dell’oceano Pacifico, che copre 1/5 della superficie del pianeta….un team di ricercatori, di cui fa parte anche Fabrizio Nestola dell’Università di Padova,[...] hanno pubblicato su Nature uno studio che apre nuovi scenari sull’evoluzione del magmatismo terrestre e della tettonica delle placche. http://www.lastampa.it/2014/03/13/scienza/dentro-la-terra-oasi-dacqua-grandi-dieci-volte-il-pacifico-Iz8JMPPbfWrVcHHgK7hyQO/pagina.html
Le scienze.it 13/03/2014 http://www.lescienze.it/news/2014/03/13/news/acqua_mantello_minerale_ringwoodite-2049649/
Mar
La stampa.it – 14/03/2014

La reelina è capace di evitare il declino cognitivo
[...] questa molecola si è infatti dimostrata in grado di far regredire i segni clinici di malattia, ovvero il declino cognitivo, e di ridurre il deposito di materiale tossico di ”proteina beta-amiloide” nel cervello tipico della demenza. La ricerca è stata condotta da Daniela Rossi e Eduardo Soriano della Università di Barcellona e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications http://www.nature.com/ncomms/2014/140306/ncomms4443/full/ncomms4443.html
Per la prima volta in questo studio preclinico si dimostra la possibilità, aumentando la quantità di reelina presente nel cervello, di evitare sia i segni clinici, sia i segni anatomici tipici dell’Alzheimer.
Mar
Focus.it – 13/03/2014, elisabetta intini
uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B. Far marcire frutta, pesci e formaggi sarebbe, si legge nella ricerca, una strategia che i microbi del cibo utilizzano per accaparrarsi la cena: una sorta di guerra biologica per tenere uomini e altri animali alla larga dal loro bottino. http://www.focus.it/scienza/la-facciamo-ammuffire-cosi-non-la-tocchi_C12.aspx
http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/281/1782/20133320
Mar
Panorama.it, 12/3/2014 – eleonora lorusso
…uno studio inglese, finanziato dal Wellcome Trust e condotto dall’Università londinese Birkbeck in collaborazione con l’University College London (UCL), ha mostrato per la prima volta il processo di secrezione batterica di tipo IV, ovvero quello che permette ai batteri di passarsi tutte le informazioni genetiche relative alla loro sopravvivenza. Un procedimento che fa sì che si sviluppi proprio la resistenza ai farmaci ospedalieri.
Le ricerche in materia, dunque, proseguono, ma ad oggi non si è ancora riusciti a trovare nuovi antibiotici, rispetto a quelli già in circolazione. Perché? E c’è da preoccuparsi? “Dopo le iniziali ricerche, che hanno messo a punto i meccanismi grazie ai quali funzionano gli antibiotici, ad oggi si sono esaurite le possibilità di impiego di questi farmaci” risponde Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano. … http://scienza.panorama.it/salute/Antibiotici-ecco-perche-potrebbero-non-funzionare-piu
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