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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XNov
La Stampa.it – 20/11/2013
Siemens e il C40 Cities Climate Leadership Group (C40) hanno annunciato i vincitori della prima edizione di City Climate Leadership Awards durante una cerimonia tenutasi al Crystal di Londra. Gli Awards hanno premiato le dieci città che si sono distinte in termini di sostenibilità urbana e di leadership nella lotta contro il cambiamento climatico.
Le città premiate, selezionate all’interno delle diverse categorie, sono:
Urban Transportation, premio vinto da: Bogotà, per i suoi sforzi a rendere i propri autobus e taxi ecologici. [...] Carbon Measurement & Planning, premio vinto da: Copenhagen per il suo “2025 Climate Plan”, che delinea il percorso che la città dovrà affrontare per diventare la prima capitale carbon neutral entro il 2025. Il piano fissa obiettivi ambiziosi e particolari strategie per ottenere una significativa riduzione delle emissioni – il 75% del totale della città. [...] Energy Efficient Built Environment, premio vinto da: Melbourne per il suo “Sustainable Buildings Program”. Questo approccio globale da una parte sostiene i proprietari edili e i gestori di infrastrutture nel completamento delle attività nel settore energetico, dall’altra, finanzia le città più innovative che hanno attuato progetti con lo scopo di migliorare l’efficienza energetica in edifici commerciali privati. [...] Air Quality, premio vinto da: Città del Messico per il suo programma “ProAire”, che nel corso degli ultimi due decenni ha registrato impressionanti riduzioni di inquinamento atmosferico e di emissioni di CO2 a livello locale. [...] Green Energy, premio vinto da: Monaco di Baviera per il suo “100% Green Power Plan”, da attuare entro il 2025. Monaco di Baviera si propone di produrre entro il 2025, presso i propri impianti, una quantità di elettricità rinnovabile capace di soddisfare i requisiti di alimentazione di tutto il comune di Monaco di Baviera – almeno 7,5 miliardi di chilowattora (kWh) all’anno. Questo renderebbe la capitale della Baviera la prima città al mondo, con oltre un milione di abitanti, a utilizzare interamente energia rinnovabile.[...] Adaptation & Resilience, premio vinto da: New York per il suo piano “Una New York più forte e più resiliente”, che si concentra sulla ricostruzione delle comunità colpite dall’uragano Sandy e sull’aumento della resilienza delle infrastrutture e degli edifici di tutta la città [...] Sustainable Communities, premio vinto da: Rio de Janeiro per il suo “Morar Carioca Program” - una strategia di rivitalizzazione urbana complessiva, che investirà in progetti di rivitalizzazione in tutta la città, con l’obiettivo di formalizzare tutte le favelas della città entro il 2020 [...] Intelligent City Infrastructure, premio vinto da: Singapore per il suo sistema di trasporto intelligente, che incorpora una serie di tecnologie “intelligenti” di trasporto, tra cui uno dei primi Sistemi Elettronici di Road Pricing del mondo [...] Finance & Economic Development, premio vinto da: Tokyo per il suo “Cap and Trade Program”, che è diventato il primo al mondo quando è stato lanciato nell’aprile 2010, e che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 dei grandi edifici commerciali e industriali …
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Corriere della sera.it- 20/11/2013
maria antonietta calabrò
Parigi è di nuovo al primo posto nella classifica annuale QS Best Student Cities, la classifica che identifica le migliori città al mondo per gli studenti, pubblicata oggi su TopUniversities.com/StudentCities (http://www.topuniversities.com/city-rankings/2013). Londra si posiziona al secondo posto, con soli due punti di scarto, mancando di poco la vetta della classifica. Milano si conferma in buona posizione, al 24esimo posto (l’anno scorso era al 21esimo). La classifica, redatta dallo stesso team che si occupa del QS World University Rankings, si basa su cinque criteri fondamentali ed ognuno di essi è costruito utilizzando criteri specifici: ranking universitari, student mix, qualità della vita, opportunità lavorative e convenienza economica. [...] Due i prerequisiti scelti per analizzare le città. Il primo è che ogni città debba avere una popolazione superiore a 250,000 abitanti, il secondo è che le città in questione rappresentino le sedi di almeno due Università presenti nel QS World University Rankings: 98 città in tutto il mondo soddisfano tali requisiti, ne sono state pubblicate 50. Roma non entra per pochi punti nella classifica, posizionandosi poco dopo la soglia di pubblicazione (55esima).
Nov
Corriere della sera.it – 19/11/2013
simona regina
Come spiega sulla rivista Plos One Sandra Rehan, insieme a colleghi australiani della Flinders University e del South Australia Museum, per molto tempo si è ipotizzato che il diffuso declino delle api carpentiere (della sottofamiglia Xylocopinae), verificatosi in concomitanza con la scomparsa dei grandi dominatori del pianeta, al termine del Cretaceo e all’inizio del Paleocene, fosse legato all’estinzione delle piante con fiori, le angiosperme, che erano fondamentali per la loro sopravvivenza. «Ma diversamente dai dinosauri, non ci sono numerose tracce fossili di api, quindi è sempre stato molto difficile confermare questa ipotesi», precisa Rehan, docente di scienze biologiche all’Università del New Hampshire. Per ovviare alla mancanza di consistenti resti fossili, il team di ricercatori ha utilizzato una tecnica chiamata filogenesi molecolare. Hanno cioè analizzato le sequenze di Dna di 230 specie appartenenti a quattro «tribù» di api carpentiere di tutti i continenti per comprenderne la storia evolutiva e individuare somiglianze e differenze emerse nel corso del tempo. Incrociando i dati fossili con le analisi genetiche, i ricercatori hanno dunque elaborato un modello che fa luce sulla grande moria di api che si è verificata in passato. [...] «E se si potesse raccontare tutta la storia evolutiva delle api, forse oggi ci preoccuperemmo di più di proteggerle», conclude Rehan, …
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