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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XAMBIENTE
![07TH_AIR_POLLUTION_886689f[1]--180x140](http://bio.uniroma2.it/wp-content/uploads/2013/06/07TH_AIR_POLLUTION_886689f1-180x140-150x140.jpg)
La Stampa.it – 12/11/2013
L’analisi del World Energy Outlook dell’Agenzia Internazionale per l’energia porta a conclusioni preoccupanti sul riscaldamento globale
Il rapporto ‘World Energy Outlook 2013’ pubblicato oggi dall’Agenzia Internazionale per l’Energia ( IEA), reso noto quasi simultaneamente all’apertura della nuova conferenza delle parti per i negoziati delle Nazioni Unite sul clima a Varsavia sottolinea, ancora una volta, l’importanza di muoversi verso le energie rinnovabili per evitare future emissioni di gas serra che potrebbero rendere la situazione planetaria molto difficile. Un messaggio che rafforza la spinta ad agire in fretta che viene dall’opinione pubblica mondiale visti i drammatici effetti del tornado Haiyan che ha colpito le Filippine in questi giorni, con un impatto che è molto difficile scindere dagli effetti del cambiamento climatico globale.
http://www.iea.org/newsroomandevents/pressreleases/2013/november/name,44368,en.html
Vatican insider – 13/11/2013 - andres beltramo alvarez
Il Papa ha chiesto a un gruppo di esperti di lavorare a un testo sulla difesa dell’ambiente, tema che occuperà una parte importante della seconda enciclica del suo Pontificato
La Stampa.it – tuttoscienze 12/11/2013
Inganna le difese immunitarie ma si può eliminare
Portato allo scoperto il “mantello dell’invisibilità” del virus dell’Aids: “strappandoglielo di dosso” con un farmaco sperimentale si può stanare il virus ed indurre contro di lui una reazione immunitaria.
Il “mantello”, scoperto in un lavoro pubblicato sulla rivista Nature, impedisce al sistema immunitario di riconoscere ed attaccare il virus dell’Aids.
La scoperta si deve all’equipe di Greg Towers del a Wellcome Trust presso la University College di Londra.
La Stampa – 12/11/2013
A San Diego il congresso annuale della Society for Neuroscience: stimolare l’immaginazione, sognare a occhi aperti, spegnere i telefoni: così si sviluppa la creatività sin dall’infanzia
PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK
…
Antonio Damasio, direttore del Brain and Creativity Institute alla University of Sothenr California, ha spiegato che «la creatività è un processo, non un luogo». Si riferiva al fatto che nel nostro cervello ci sono luoghi deputati a compiere azioni specifiche, tipo muovere un dito o riconoscere una faccia, ma non esiste un posto che funge da fonte delle idee originali. Lo sviluppo di queste idee richiede un processo, che coinvolge varie parti, e può essere favorito dall’allenamento. Ancora più netta la posizione di Shelley Carson dell’università di Harvard, autrice del libro “Your Creative Brain”: «Il cervello è una macchina della creatività. Devi solo trovare il modo migliore di manipolare il tuo software, per farlo funzionare bene». …
The New York Times, November 7, 2013
CARL ZIMMER
In 1799 the great naturalist Alexander von Humboldt and his companions set out from Caracas, Venezuela, to climb the Andes. They struggled up a mountainside enveloped in mist so thick they had to clamber over rocks by hand.[...] Von Humboldt had stumbled into a remarkable ecosystem, known as a Páramo. Páramos blanket the Andes in Venezuela, Ecuador and Colombia, growing at altitudes 9,200 to 14,800 feet above sea level. [...]
“They’re like islands in a sea of forest,” said Santiago Madriñán, an expert on Páramos at the University of the Andes in Colombia
But according to a new study, the Páramos are even more remarkable than von Humboldt could have realized. They are the fastest evolving place on the planet.
Scientists have long known that in certain spots, evolution runs faster than normal. The Galápagos Islands, for example, are home to some 13 species of Darwin’s finches, which all evolved from a single group of birds that originally colonized them. The archipelago is just a few million years old, however, which means that all their diversity has evolved in a geologically short period of time.
In recent years, scientists have identified other regions where evolution is running fast. To measure its speed, researchers have looked at the DNA of species living in each place. The longer it has been since two species diverged from a common ancestor, the more time each lineage has had to accumulate mutations. Young species have relatively few mutations. …
Radiotrescienza – puntata del 12/11/2013:
Esistono luoghi in cui le specie si modificano più rapidamemente che in qualsiasi altro posto al mondo: sono i Pàramos, ecosistemi andini già noti per la loro straordinaria biodiversità. Con Goffredo Filibeck, ricercatore di botanica ambientale all’Università della Tuscia, indaghiamo la relazione tra biodiversità vegetale e ritmi evolutivi delle piante.
Anche l’evoluzione dell’uomo ha avuto le sue accelerazioni improvvise, come ci spiega Giorgio Manzi, paleoantropologo all’università La Sapienza e autore del saggio Il grande racconto dell’evoluzione umana (Il Mulino 2013).
riascoltabile su: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-aaee447d-8a68-46e9-b13f-43525399e0d8-podcast.html
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