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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XMay
Questa simulazione offre ora una chiave importante per capire la virulenza dell’Hiv e il processo di contagio, di conseguenza il bersaglio fondamentale per lo sviluppo di nuovi farmaci sempre più efficaci.
Ad elaborare l’innovativo modello virtuale, grazie ai dati sperimentali e alle simulazioni della computer grafica, è la ricerca dell’university of Illinois pubblicata sulla copertina di Nature.
May
La Repubblica – 30/5/2013
Intervista di Giovanni Valentini
Al centro della rinascita c’è il ruolo dell’agricoltura. “Offre anche nuove opportunità di lavoro”
Di che cosa c’è bisogno per rilanciarel’attività agricola in Italia?
«In attesa della nuova Pac europea, la politica agricola comune che però ahimè pare voglia diminuire i compensi agli agricoltori, bisogna innanzitutto snellire la burocrazia. Gli agricoltori perdono i tre quarti del loro tempo
a fare pratiche su…
May
La Repubblica – 29/05/2013
Cinzia Sasso
Chiamati dal governo britannico a scrutare le professioni del futuro, i ricercatori dell’Istituto FastFuture, hanno invitato un parterre di scienziati illustri a fare delle previsioni [...] Una previsione che sembra fantascienza, ma che il premier inglese David Cameron ha preso molto sul serio [...] Ipotesi che hanno preso sul serio anche a Bruxelles, tanto che se ne è parlato al parlamento europeo in un’audizione pubblica [...] il settore farmaceutico è tra quelli che promettono progressi straordinari: non solo lo sviluppo di nuove molecole adattività biologica, ma anche affermazione di settori nuovi, come la “nutraceutica” (neologismo che viene dalla sintesi di nutrizione e farmaceutica) [...]. Ma è nel settore alimentare, a partire dall’agricoltura, che ci sarà maggior bisogno di figure professionali nuove. Invitata a Future camp Europe, una serie di conferenze organizzate a Milano dall’Associazione Donne e Tecnologie, Marisa Porrini, nutrizionista dell’Università Statale, ha previsto l’affermazione delle agrotecnologie e della necessità di un’ agricoltura di precisione che si svolga nel rispetto delle risorse naturali, dell’ambiente e della salute: «Serviranno -ha detto-esperti di certificazione alimentare, di bioenergia, progettisti di alimenti nuovi». Che poi è quello che gli inglesi hanno definito “new age farmers”, agricoltori chiamati a operare su pascoli e colture geneticamente modificate. [...]Ma anche l’agricoltura verticale, lo sviluppo cioè di fattorie urbane in altezza, avrà bisogno di personale specializzato nelle coltivazioni idroponiche e con competenze insieme scientifiche, ingegneristiche e commerciali.
http://www.ecostampa.net/servizi/utility/imgrsnew.asp?numart=1YJ9XK&annart=2013&usekey=C1RXA54FGCSR2X
May
La Repubblica – 28/05/2013
Elena Dusi
Non sono bastati 400 anni di ibernazione a spegnere la linfa di alcune piantine di muschi ed epatiche diffuse nell’Artico. Con il ritrarsi del ghiacciaio canadese sotto al quale erano rimasti sepolti, gli steli e le foglie di queste specie appartenenti alla divisione delle briofite, i primi vegetali ad adattarsi alla terraferma nella storia
della vita sul pianeta -sono tornati a distendersi alla luce del sole.[...]Sui vetrini del laboratorio di biologia di Edmonton sono tornate a rivivere sette specie ibernate di muschi, rimaste sepolte sotto al ghiacciaio canadese
chiamato Teardrop (cioè “lacrima”) durante la Piccola Era Glaciale: epoca compresa tra il 1.550 e il 1.850. I risultati, e le foto delle piantine tornate alla vita, sono pubblicati oggi sulla rivista Pnas.
I ricercatori canadesi [università canadese dell'Alberta] guidati da Catherine La Farge, oltre a dirsi stupiti per la resistenza della vita in condizioni così estreme, suggeriscono che lo studio delle piante riemerse dal ghiaccio «può aiutare a capire lo sviluppo di organismi viventi in ambienti extraterrestri». E in effetti i muschi del ghiacciaio Teardrop non sono l’unico esempio di esseri viventi resuscitati dal gelo…
Leggo – Roma, 28/05/2013
Intervista ad Antonella Canini – biologa università di Tor Vergata
«Ma con gli animali non sarà così facile»
La botanica: in quelle condizioni si conserva solo il Dna, i vegetali sono più resistenti. «Un importante passo in avanti, soprattutto perché si tratta di un esperimento su una specie vegetale che risale a 400 milioni di anni fa»…
http://carta.leggo.it/sfoglia_flip.php?dorso=ROMA&resolution=low#/6
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