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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XMar
lescienze.it,7/3/2018
Una proteina espressa sulla superficie delle cellule del sistema immunitario cerebrale, le cosiddette cellule della microglia, permette a queste di legarsi alla proteina beta amiloide e di ridurne le placche tipiche della malattia di Alzheimer.
L’aumento dei livelli di questa proteina, TREM2, previene o riduce i deficit cognitivi che caratterizzano la malattia. A dimostrarlo è stato un gruppo di ricercatori dello Sanford Burnham Prebys Medical Research Institute che illustrano la loro ricerca in due articoli pubblicati su “Neuron”. Nel primo studio Huaxi Xu e colleghi hanno mostrato – grazie alla creazione di linee di topi incapaci di produrre TREM2 – che questa proteina si lega in modo specifico alla beta amiloide e in particolare ai suoi oligomeri solubili, piccoli aggregati di beta amiloide, impedendo a essi di unirsi fra loro per formare dei polimeri che precipitano e danno origine alla placche. [...]
Nel secondo studio i ricercatori hanno preso in esame una linea di topi affetta da un’alterazione genetica che li porta a sviluppare precocemente un analogo murino particolarmente aggressivo di malattia di Alzheimer.
A partire da questi Huaxi Xu e colleghi hanno creato una seconda linea di topi geneticamente modificati, sempre predisposti all’Alzheimer, ma nei quali le cellule della microglia erano programmate per esprimere livelli più elevati dela proteina TREM2. http://www.lescienze.it/news/2018/03/07/news/alzheimer_attivazione_microglia_recettore_trem2_sintomi-3895435/
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0896627318300564 - https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0896627318301016
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Seminario 9 marzo
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lescienze.it, 2/3/2018, Declan Butler/Nature (https://www.nature.com/articles/d41586-018-02639-1)
In un rapporto atteso da tempo, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha concluso che tre controversi insetticidi neonicotinoidi presentano un rischio elevato per le api selvatiche e le api da miele. I risultati dell’EFSA di Parma aumentano le possibilità che l’Unione Europea decida presto di vietare qualsiasi uso di questi insetticidi sulle colture in campo aperto. Nel 2013, l’Unione Europea aveva vietato l’applicazione delle tre sostanze chimiche su colture attraenti per le api – come girasoli, colza e mais – dopo che una valutazione dell’EFSA aveva espresso preoccupazioni in merito agli effetti degli insetticidi. Da allora, i ricercatori hanno accumulato altre prove dei danni alle api, e l’anno scorso la Commissione europea ha proposto di vietarne qualsiasi uso in campo aperto, pur continuando ad autorizzare i pesticidi nelle serre.
L’ultima valutazione dell’EFSA rafforza il fondamento scientifico della proposta, afferma Anca Paduraru, portavoce della Commissione europea per la salute pubblica e la sicurezza alimentare. Gli Stati membri dell’Unione Europea potrebbero votare sulla questione il 22 marzo. [...]
La valutazione dell’EFSA ha riguardato i tre neonicotinoidi più preoccupanti per la salute delle api: clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam. L’EFSA ha esaminato oltre 1500 studi, tra cui tutta la letteratura scientifica pubblicata e i dati provenienti da università, società chimiche, autorità nazionali, ONG e associazioni di apicoltori. Dalla valutazione è emerso che le tre sostanze presentano almeno un tipo di rischio elevato per le api in tutti gli usi esterni. …
http://www.lescienze.it/news/2018/03/02/news/bando_ue_pesticidi_neonicotinoidi_danni_api-3886318/
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Università di Tor Vergata