La collezione di Gimnosperme

 

Le Gymnospermae (Dal greco “seme nudo”) sono un gruppo di piante vascolari legnose che producono semi non protetti da ovario; infatti i semi sono nudi e disposti sulle scaglie di un cono (o pigna), o di una struttura simile (come gli arilli del tasso). In alcuni casi (ad esempio, nel genere Ginkgo) il cono si richiude completamente intorno al seme, generando un involucro carnoso dall’apparenza di un frutto, ma anche in questi casi il seme è all’origine nudo e solo successivamente alla fecondazione dell’ovulo finisce per trovarsi in un involucro chiuso, che non può definirsi comunque frutto perché ha un origine differente.
Le Gimnosperme e le Angiosperme sono i soli gruppi di piante che producono semi e non semplicemente spore; per questo motivo sono raggruppate nelle Spermatofite (piante con semi). Recentemente sulla base di studi cladistici e molecolari, le quattro sottodivisioni delle Gimnosperme sono state portate sullo stesso piano delle Angiosperme: Pinofite, Ginkgofite, Cicadofite e Gnetofite.
Le Gimnosperme sono comparse verso la metà dell’era Devoniana. Sembrerebbe che si siano originate da forme vicine alle Pteridofite (felci) e insieme a queste hanno conquistato il pianeta durante il periodo del Carbonifero e del Permiano. Inizialmente vegetavano nei pressi delle lagune e le paludi formando grandi foreste planiziali. Le vecchie piante che crollavano nell’acqua col trascorrere del tempo si trasformavano in giacimenti di carbone dando il nome appunto all’era del Carbonifero. Di pari passo l’atmosfera si arricchiva in ossigeno.
In questo periodo, le Gimnosperme, assieme ad alcune Pteridofite hanno incominciato a popolare la terraferma: con la loro progressiva avanzata la terra brulla e arida si è trasformata in boschi. Sul terreno si depositavano detriti vegetali che ospitavano funghi, batteri e alghe azzurre. L’humus che si creava, pian piano offriva ospitalità alle prime forme di animali terrestri: Nematodi ed Anellidi e rendeva anche possibile la vita ai primi animali esclusivamente terrestri: Insetti, Aracnidi, Rettili.
La collezione presente all’Orto Botanico annovera circa 40 specie incluse in 7 generi, il più numeroso è il genere Pinus; Fra le diverse specie di pini presenti nella collezione ci sono 18 specie estremamente rare, inserite in programmi di protezione e conservazione, come il Pinus torreyana var. torreyana Kral che conta circa 3000 individui totali nel suo habitat di origine, o il pino loricato (Pinus heldreichii H. Christ), una delle più spettacolari specie europee, dichiarato Vulnerabile dall’IUCN