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Artificial muscle cross-section:
laminin (green)
Myosin (red)
Dapi (blue)Neuromuscular plaque in
artificial muscle section:
neurofilament (green)
bungarotoxin (red) -
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Lab. of Neurochemistry
Studio dei meccanismi
molecolari delle malattie
neurodegenerative -
Anemone apennina
Monti SimbruiniFoto di Letizia Zanella -
Studio delle comunità
di batterioplankton nella
Riserva Naturale Regionale
Macchiatonda -
Astrobiologia e biologia
molecolare di......cianobatteri di
ambienti estremi -
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Il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” orienta la sua missione formativa e di ricerca su tematiche all’avanguardia degli studi sulla vita in tutti i suoi livelli di organizzazione e varietà. Le diverse aree di ricerca concorrono a sviluppare una piattaforma multidisciplinare su temi quali: i meccanismi molecolari delle malattie neurodegenerative, la regolazione dei processi di cancerogenesi; la caratterizzazione di molecole di origine vegetale ed animale; la valutazione delle comunità ecologiche e il monitoraggio ambientale.
Regolamento Dipartimento di Biologia DR 3756 del 06.12.2012
XSep
La stampa – tuttoscienze – 25/09/2013
gabriele beccaria
La stampa – tuttoscienze – 25/072013
La malattia può avanzare piano o veloce. Osservate in 2 modelli di topi con lo stesso gene mutato importanti differenze nei motoneuroni
Pubblicati sulla rivista scientifica Brain i risultati di una ricerca che ha permesso di identificare i fattori che possono influenzare il decorso più o meno rapido della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), frutto di una collaborazione tra l’Irccs Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e l’Università di Sheffield, in Inghilterra.
La Stampa – tuttoscienze – 25/09/2013
andrea de bortoli
Dopodomani test e show in 40 piazze italiane
[...]
Durante l’evento, che quest’anno si svolgerà il 27 settembre in 300 città europee, ricercatori di tutte le discipline si mettono in gioco incontrando il pubblico, spiegando le loro ricerche, pronti a rispondere a qualsiasi domanda, a discutere i temi più controversi della scienza, ad aprire i loro laboratori. Non lo fanno per dovere d’ufficio, ma per sensibilità culturale e civile.
Un’inchiesta nazionale – che coinvolge un largo spettro di scienziati italiani – condotta dal Centro Interuniversitario Agorà Scienza e dal dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino – ha mostrato che il 56% degli scienziati italiani è impegnato in almeno qualche attività di comunicazione, in massima parte su base volontaristica. I canali sono vari: il rapporto diretto con le scuole, i grandi media, i sempre più numerosi eventi culturali a carattere scientifico (come appunto la «Notte dei Ricercatori» e i vari festival della scienza organizzati in Italia), i musei scientifici, i blog, la tradizionale editoria divulgativa.Se il pubblico, e in particolare quello più giovane, è il primo destinatario di queste attività, le imprese e gli imprenditori sono interlocutori altrettanto importanti, mentre più lontano e disattento appare purtroppo il mondo politico. Il messaggio non è solo focalizzato sui risultati della ricerca, ma anche sugli aspetti umani e professionali del lavoro del ricercatore e sulle potenzialità del metodo scientifico.
Su sollecitazione dell’Ue e sull’esempio di molte esperienze straniere, anche l’università italiana comincia oggi a riconoscere attività di questo tipo e ad affiancare alle sue due missioni tradizionali – la ricerca e la didattica – la «terza missione» della comunicazione e della disseminazione delle conoscenze derivate dalla ricerca. Il primo importante segnale arriva dall’Anvur (l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), che nel suo recente rapporto di valutazione sulla qualità della ricerca esamina, in forma sperimentale, anche le attività di comunicazione e di coinvolgimento della società organizzate dai nostri atenei e centri di ricerca. [...]
Sep
Radiotrescienza – puntata del 23/09/2013
L’Ipcc torna alla ribalta. Il gruppo di lavoro internazionale delle Nazioni Unite dedicato ai cambiamenti climatici presenterà a giorni il nuovo rapporto frutto di anni di lavoro. E intanto tornano a farsi sentire le voci controcorrente sul riscaldamento globale, che accusano l’Ipcc di eccessivo allarmismo. Ne parliamo con Carlo Cacciamani, direttore del servizio Idrometeoclima di Arpa Emilia Romagna, e collaboratore di climalteranti.it.
Intanto c’è che si dà da fare per ridurre le emissioni inquinanti, riuscendo a ripulire l’ambiente: dalle reti da pesca abbandonate nasce nuovo filo di nylon. Maria Giovanna Sandrini, di Aquafil, ci racconta il progetto Healthy seas.
riascoltabile in podcast su:
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Università di Tor Vergata