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1522066841217_fungo   radiotrescienza.it, 26/3/2018 - Al microfono Marco Motta, riscoltabile: Continua a far discutere il Testo unico forestale per la gestione del patrimonio boschivo Un provvedimento indispensabile per mettere ordine nella gestione del patrimonio forestale, secondo alcuni. Un lasciapassare per lo sfruttamento indiscriminato, secondo altri. Manca solo la firma del presidente Mattarella all’approvazione definitiva del Testo unico forestale, che in queste settimane divide la comunità scientifica. C’è chi sostiene che avere il controllo del bosco significa tutelarlo, e chi invece sottolinea come il bosco abbandonato ospiti habitat altrimenti perduti. Ne parliamo con Raoul Romano, ricercatore al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA), e con Alessandro Chiarucci, botanico ed ecologo all’università di Bologna. http://www.raiplayradio.it/audio/2018/03/RADIO3-SCIENZA-Il-reclamo-dela-foresta-0aecb292-795d-4ef1-a8b5-2cc6ea1a5471.html
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images la repubblica.it - 26 marzo 2018 - salute, v. pini PER LA PRIMA volta in uno studio su pazienti, è stato scoperto da scienziati italiani il ruolo chiave di una piccola regione del cervello, l'area tegumentale-ventrale, nella malattia di Alzheimer. Se questa zona, che si occupa di rilasciare la dopamina, una importante molecola 'messaggera' del cervello, funziona poco, ne risente il 'centro' della memoria, l'ippocampo, quindi la capacità di apprendere e ricordare. A confermare i risultati di una prima ricerca sui topi da laboratorio, realizzata da Marcello D'Amelio dell'Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’IRCCS Santa Lucia, uno studio sull'uomo di due ricercatori italiani dell'Università di Sheffield, nel Regno Unito. Il risultato di quest'analisi su 110 persone potrebbe rivoluzionare diagnosi e cure di questa patologia. "La nostra scoperta indica che se una piccola area di cellule del cervello, l'area tegmentale-ventrale, non produce la corretta quantità di dopamina da fornire all'ippocampo, un piccolo organo situato dentro il lobo temporale, in questa situazione quest'ultimo non funziona più in modo efficiente - spiega Annalena Venneri dello Sheffield Institute for Translational Neuroscience (SITraN) e autrice dello studio - . L'ippocampo è associato con la formazione di nuovi ricordi, per questo questa scoperta è cruciale per la diagnosi precoce dell'Alzheimer. Il risultato mostra un cambiamento che scatta repentinamente e che può innescare l'Alzheimer. Questo è il primo studio al mondo che è riuscito a dimostrare questo collegamento negli esseri umani". [...]I ricercatori sono riusciti così a chiarire quali siano i dettagli molecolari della mancata comunicazione tra le cellule nervose che, nel tempo, provoca perdita di memoria. Fra le funzioni della dopamina c'è la regolazione del movimento e delle risposte emotive. I risultati della ricerca, pubblicata sul Journal of Alzheimer's Disease, potrebbero rivoluzionare gli screening per individuare i primi segnali dell'Alzheimer... http://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2018/03/26/news/alzheimer_ippocampo_importante_nell_insorgere_malattia-192264070/ https://www.j-alz.com/vol63-1
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183052576-14fd7127-c191-4675-9205-bf4d4c722cc0   le scienze.it, 27/3/2018 Dal 2000 al 2015 il consumo globale di antibiotici, sia quello in valori assoluti sia quello medio pro capite, è cresciuto vertiginosamente. Questo andamento pone un'ulteriore sfida ai tentativi di contenere lo sviluppo della resistenza a questi farmaci, che rappresenta una delle principali minacce per la salute pubblica a livello mondiale, come ha mostrato uno studio di ricercatori della Princeton University, del Politecnico federale di Zurigo e dell'Università di Anversa, che firmano un articolo sui "Proceedings of the National Academy of Sciences" ... http://www.lescienze.it/news/2018/03/27/news/consumo_globale_antibiotici_resistenza-3917419/ http://www.pnas.org/content/early/2018/03/20/1717295115
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103526493-beffd76d-c74e-48b8-9120-9ef5b89414d2 le scienze.it - 26/3/2018 - di Anna Meldolesi/CRISPerMania Valutare l'impatto delle nuove tecniche di editing genomico e discutere delle loro possibili applicazioni: è l'obiettivo di un nuovo organismo internazionale proposto nei giorni scorsi dalle pagine di "Nature". Ma non tutti sono convinti che sia necessario: ecco cosa ne pensano due pionieri della ricerca genetica, una bioeticista, uno scienziato politico, una psicologa sociale e uno storico della scienza Alta Charo, che è una delle voci più autorevoli della bioetica americana; Luigi Naldini che, per i suoi importanti contributi nel campo della terapia genica, è stato chiamato a stendere le linee guida sull’editing del genoma umano delle Accademie delle scienze degli Stati Uniti; Robert Paarlberg, che si occupa di politiche internazionali alla Harvard Kennedy School; John Godwin della North Carolina State University; la psicologa sociale Agnes Allansdottir, che ha contribuito a un sondaggio internazionale su questi temi e farà parte del Forum sull’innovazione della Regione Lombardia; ma poi, siamo sicuri che “osservatorio” sia il nome giusto? Se lo chiede lo storico della biologia molecolare Nathaniel Comfort ... http://www.lescienze.it/news/2018/03/26/news/crispr_editing_osservatorio_globale-3916106/
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171933873-dd3a8dec-2a95-4ad4-bd93-5dcee4104b56 le scienze.it, 21/3/2018 - L'originale di questo articolo è stato pubblicato su "Nature" il 21 marzo 2018 Per discutere le prospettive aperte dalle nuove tecnologie di editing genomico sarebbe importante istituire un osservatorio internazionale interdisciplinare, sul modello di agenzie intergovernative come l’IPCC o il Consiglio d'Europa, che coinvolga l'intera società e tutte le culturedi Sheila Jasanoff e J. Benjamin Hurlbut /Nature http://www.lescienze.it/news/2018/03/24/news/osservatorio_editing_genetico_contratto_scenza_societa_etica_-_finire-3912861/
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122531705-b687f633-d027-4588-b6ed-584839acf114       le scienze.it - 23 marzo 2018, l. signorile L'espansione del batterio responsabile della morte degli olivi in Puglia continua, e dal Salento è in risalita inesorabile verso nord. Nel frattempo sono state messe a punto tecniche per il monitoraggio e la sorveglianza della diffusione di Xylella e del suo insetto vettore, ma ancora non è stata trovata una soluzione per eliminare la malattia ... http://www.lescienze.it/news/2018/03/23/news/xylella_cinque_anni_dopo_puglia-3914167/
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PROCEDURA VALUTATIVA AI SENSI DELL'ART. 24, COMMA 6, DELLA LEGGE N. 240/2010 AD UN POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI SECONDA FASCIA, PRESSO IL DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA DELL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA PER IL SETTORE CONCORSUALE 05/B1 - SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE BIO/08 SCARICA IL VERBALE IN PDF
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Michelini.pdf   Flavia Michelini (IFOM – The FIRC Institute of Molecular Oncology - Milano)   From “cellular” RNA to “smart” RNA: multiple roles of RNA in genome stability and beyond   Aula Seminari Dipartimento di Biologia Venerdì 23 marzo 2018 - ore 14:30 Invitata da G. Santoro tel. 06-72594764
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NEXT GENERATION FOR NUTRITION 21032018 (2)
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medusescienza in rete.it, 18/3/2018, v. meschia ... Cucinate da secoli in Asia, con l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2018 della nuova normativa europea 2283/2015 sui novel food (https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/novel-food) nei prossimi mesi in Europa, Italia compresa, sarà possibile trovare nei menu dei ristoranti e nei supermercati anche questo prodotto ittico. Il progetto europeo GoJelly (http://www.esf.org/scientific-support/european-projects-coordination-support/ec-contracts/gojelly/) ha l’obiettivo di studiare le meduse che popolano i mari europei e il Mediterraneo per individuare il possibile utilizzo delle varie specie di meduse come alimento destinato alla alimentazione umana, fertilizzante per l’agricoltura e mangime per l’acquacoltura. [...] Con la nuova normativa europea, dopo approvazione dell’EFSA, la commercializzazione di alcune specie di medusa potrà essere permessa anche in Italia – spiega Antonella Leone ricercatrice all’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Centro Nazionale Ricerche di Lecce (Ispa-CNR) – Il mio gruppo di lavoro si occupa in particolare di controllare la qualità, la sicurezza alimentare e gli effetti benefici sulla salute di questi nuovi alimenti. Ad esempio, alcune specie di meduse vivono in simbiosi con microalghe che arricchiscono i loro tessuti di acidi grassi omega-3 e omega-6, mentre altre sono particolarmente urticanti, come la Pelagia che è molto frequente a largo delle coste italiane e forse potrebbe diventare commestibile dopo un opportuno trattamento. ...  http://www.scienzainrete.it/articolo/sei-pronto-mangiare-le-meduse/valentina-meschia/2018-03-18