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100947162-10cf4ee0-aeac-4253-9643-b34620df084e   le scienze.it, 7/7/72017 Il sequenziamento del genoma della forma selvatica del frumento, nota come Wild Emmer, e il suo confronto con quello delle varietà coltivate ha permesso di identificare diversi cambiamenti genetici che sono intervenuti nel corso del tempo fin dalla sua prima domesticazione. Il sequenziamento inoltre ha permesso di ottenere informazioni utili per migliorare resa e qualità dei cereali, e la loro capacità di resistere ai parassiti e ai cambiamenti climatici. Lo studio, effettuato da ricercatori dell'Università di Tel Aviv, in Israele, con la collaborazione di numerosi centri di ricerca internazionali, è illustrato in un articolo pubblicato su "Science". [...] Luigi Cattivelli, coautore dello studio e responsabile del Centro di ricerca per la genomica e la bioinformatica del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA) a Fiorenzuola d'Arda e coordinatore del Consorzio internazionale per il sequenziamento del grano duro. ... http://www.lescienze.it/news/2017/07/07/news/genoma_grano_selvatico_cambiamenti_moderno-3592815/ http://science.sciencemag.org/content/357/6346/93
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le scienze.it, 7/7/2017 ... Patrick A. Ott del Dana-Farber Cancer Institute, a Boston, e colleghi hanno prodotto un vaccino di questo tipo partendo direttamente dai segmenti di DNA mutato nelle cellule tumorali. Il vaccino è stato poi somministrato a sei persone già sottoposte a intervento chirurgico per rimuovere un melanoma già in fase avanzata. Quattro di questi pazienti non hanno mostrato recidive a 25 mesi dalla terapia, mentre gli altri due, che avevano il tumore in fase particolarmente avanzata, sono state successivamente trattate con un altro tipo di terapia immunologica, detta “del checkpoint", o anti-PD-1, ottenendo alla fine una completa regressione tumorale. ... https://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature22991.html Ugur Sahin, della Johannes Gutenberg University, a Mainz, in Germania, e colleghi hanno invece ottenuto i neoantigeni necessari al vaccino partendo dall’RNA, il trascritto del DNA mutato, che media la produzione della proteina mutata. Successivamente hanno sottoposto a vaccinazione personalizzata 13 pazienti, otto dei quali sono rimasti liberi da tumori a 23 mesi dalla terapia, mentre cinque hanno avuto una ricaduta. Per due di questi cinque, una successiva terapia anti-PD-1 ha portato a una completa regressione tumorale. ... https://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature23003.html http://www.lescienze.it/news/2017/07/06/news/vaccini_personalizzati_contro_cancro_melanoma-3591649/
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download le scienze.it, 6/7/2017 - Anna Meldolesi/CRISPerMania Una micro-alga che produce una gran quantità di grassi facilmente convertibili in biodiesel. Potrebbe essere proprio Nannochloropsis gaditana a vincere la scommessa dei biocarburanti, magari con l'aiuto dell'editing genetico CRISPR che, grazie al lavoro della Synthetic Genomics, ha permesso di raddoppiare il contenuto lipidico del microorganismo L’exploit, pubblicato su "Nature Biotechnology", è riuscito alla compagnia fondata da Craig Venter, il bioimprenditore diventato famoso per il sequenziamento del DNA umano, che per le ricerche in questo filone conta sul sostegno di Exxon Mobil. Nell’era del riscaldamento globale, le alghe rappresentano un’opzione allettante perché consumano anidride carbonica, senza competere con la produzione alimentare per l’uso delle terre arabili. ... http://www.lescienze.it/news/2017/07/06/news/crispr_biodisel_craig_venter-3590659/ https://www.nature.com/articles/nbt.3865.epdf?referrer_access_token=Uwgp09G8D_hN8YxfGe62XdRgN0jAjWel9jnR3ZoTv0PcUrqq9D9WMe_rbkAOGRr2P-VqlyYINK71mNCKFV9-f-s13lvSss6T7EfZtje7qDL3bfcJeiokLTNKGt-LitE4NZ2_RYCoMf29Dk1pzBBFXFWNRLvsIVD_f8mtxzxLrgokXiPapSLNRUzxu8JMwI8lFDGL0YuiJTaeFqesQsCY3D-QK4v88xwVaQ59OzbjMuOiFrv_ogIIa7S--UClJFGJ&tracking_referrer=www.lescienze.it
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113819531-fcf8f7f1-1fcb-40c2-81ca-cc124550bc1b le scienze.it, 5/7/2017 La grande estinzione della fine del Cretaceo, avvenuta circa 66 milioni di anni fa, che decretò la fine di tre quarti delle specie viventi sul pianeta tra cui i dinosauri, fu anche l’occasione per l'esplosione evolutiva delle rane. Lo ha scoperto un gruppo di ricerca in uno studio pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, secondo cui i tre maggiori rami filogenetici di questi anfibi, che comprendono l’88 per cento circa delle specie di rane viventi, apparvero simultaneamente sulla Terra proprio in quel periodo. [...] David Blackburn, curatore della Sezione anfibi e rettili del Museo di storia naturale della Florida e coautore dello studio. “Questo risultato era inatteso: l'ipotesi più probabile per spiegare il fenomeno è che dopo la massiccia estinzione di piante a animali causata dall'impatto di un asteroide o di una cometa, le specie che sopravvissero riempirono le nuove nicchie ecologiche che si crearono”. ... http://www.lescienze.it/news/2017/07/04/news/grande_estinzione_cretaceo_evluzione_rane-3590515/ http://www.pnas.org/content/early/2017/06/26/1704632114
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183410192-3e02d2ad-ed75-4043-8e75-abffc7456f6f   le scienze.it - 4/7/2017 La capacità riproduttiva e la sopravvivenza delle api sono effettivamente messe a grave rischio dai neonicotinoidi, una classe di insetticidi ampiamente diffusi per la protezione dai parassiti di importanti colture. L'entità del danno però appare correlata anche ad altri fattori ambientali legati allo specifico contesto locale. A confermare quello che finora era solo un sospetto sono stati i primi due studi su larga scala effettuati da due gruppi di ricerca che firmano altrettanti articoli su "Science". [...] Nel primo studio, Ben A. Woodcock, del britannico Natural Environment Research Council, e colleghi hanno monitorato l'impatto delle sostanze su una specie di ape domestica (Apis mellifera), su una specie selvatica (Osmia bicornis) e sui bombi (Bombus terrestris) è...] Nel secondo studio, Nadejda Tsvetkov, della canadese York University, e colleghi, hanno studiato un'area agricola del Canada ... http://www.lescienze.it/news/2017/07/04/news/api_effetti_negativi_insetticidi_funghicidi-3589271/ http://science.sciencemag.org/content/356/6345/1393 http://science.sciencemag.org/content/356/6345/1395.full
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Avian and human flu viruses combining le scienze.it, 3/7/2017 L'evoluzione dei virus dell'influenza in alcuni individui può indicarne i possibili percorsi evolutivi degli stessi virus in tutto il mondo negli anni successivi; non solo: il numero di questi percorsi è relativamente limitato. La scoperta è di un gruppo di ricercatori dell'University of Washington, del Fred Hutchinson Cancer Research Center e del Seattle Children's Research Institute, tutti a Seattle, che ne riferiscono sulla rivista elife. ... http://www.lescienze.it/news/2017/07/03/news/come_studiare_l_evoluzione_futura_dei_virus_influenzali-3587125/ https://elifesciences.org/articles/26875
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Microbiology research   le scienze.it, 29/7/2017 - Sang Yup Lee/Scientific American (L'originale di questo articolo è stato pubblicato su www.scientificamerican.com il 26 giugno 2017) Traduzione ed editing a cura di Le Scienze. Un progetto internazionale sta costruendo un'immensa banca dati che dovrebbe censire tutti i tipi di cellule presenti nel corpo umano, le diverse proteine prodotte nei vari tessuti, i rispettivi profili di espressione dei geni e tutte le altre informazioni relative al funzionamento e al metabolismo cellulare nelle più svariate condizioni fisiologiche e patologiche. ... http://www.lescienze.it/news/2017/06/29/news/atlante_completo_cellule_umane_proteine_terapie-3585191/ https://www.scientificamerican.com/article/the-human-cell-atlas/
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27e44d351a3ab34541cc8cb98303c983   la stampa.it, 28/6/2017 - tuttoscienze e. forzinetti Oggi sembra più chiaro quale sia il codice utilizzato da alcune popolazioni di neuroni per riconoscere i volti. In uno studio realizzato dal gruppo di Doris Tsao del California Institute of Technology e pubblicato recentemente sulla rivista Cell i ricercatori hanno preso in esame il sistema utilizzato dai macachi per identificare le facce delle persone. Partendo soltanto da un gruppo di 200 neuroni e decodificandone l’attività in relazione alla risposta ad alcune caratteristiche facciali, gli studiosi sono riusciti a realizzare un algoritmo capace di risalire all’intero volto di un individuo sulla base dei soli segnali elettrici prodotti dai neuroni stessi. ... http://www.lastampa.it/2017/06/28/scienza/benessere/i-segnali-elettrici-che-permettono-al-cervello-di-riconoscere-i-volti-nQwHfvam2l2nJQojyoaJvO/pagina.html http://www.cell.com/action/showImagesData?pii=S0092-8674%2817%2930538-X
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Macrophoto of a female yellow fever mosquito radiotrescienza, 27/6/2017 - Al microfono Rossella Panarese, http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-8459854b-9b5b-4bec-b5cc-0caa1bab912b.html Che cosa accadrebbe se le zanzare sparissero dalla faccia della Terra? Sembra un sogno. Non tanto per la liberazione da bolle e punture, ma perché le zanzare, con le malattie che trasmettono, hanno sulla coscienza un milione di morti l’anno. Una soluzione possibile è modificarle geneticamente per ridurne la fertilità, come ci spiega Andrea Crisanti, parassitologo molecolare all’Imperial College di Londra. Ma siamo sicuri di saper prevedere cosa accadrebbe in un mondo senza zanzare? Lo chiediamo a Gianumberto Accinelli, entomologo e autore di I fili invisibili della natura (Lapis Edizioni, 2017). Scientific American - Dina Fine Maron Uno nuovo studio vuole analizzare le basi genetiche che rendono alcune persone più attraenti per le zanzare rispetto ad altre. I risultati potrebbero aiutare a sviluppare un repellente naturale contro questi insetti, che in alcuni casi sono vettori di malattie pericolose. [...] James Logan, entomologo medico della London School of Hygiene and Tropical Medicine che dirige il lavoro.  http://www.lescienze.it/news/2017/06/22/news/genetica_attrazione_zanzare-3576735/ https://www.scientificamerican.com/article/are-you-a-magnet-for-mosquitoes/
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122515316-fdb51486-3a68-41dc-a1d0-017e9075d3be   le scienze.it, 26/6/2017, Per associare un odore a una ricompensa, il cervello delle api può fare a meno dei corpi fungiformi, che in quasi tutti gli insetti sovraintendono al controllo intelligente del comportamento, attivando vie neurali alternative. Lo rivela un nuovo studio condotto su un modello computazionale dei circuiti cerebrali delle api, dimostrando che la plasticità è una caratteristica anche dei cervelli più semplici. ...  pubblicato su “PLOS Computational Biology” da HaDi MaBouDi e colleghi della Queen Mary University di Londra, che hanno realizzato un modello computazionale realistico dei circuiti cerebrali usati dalle api per elaborare le informazioni olfattive. ... http://www.lescienze.it/news/2017/06/26/news/cervello_api_corpi_fungiformi-3578422/ http://journals.plos.org/ploscompbiol/article?id=10.1371/journal.pcbi.1005551