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logo_festival_tetris+Asvis_DEF       Seminario: The Jetsons’ Kitchen: riciclo dei reflui di lavaggio per coltivazioni domestiche Politecnico di Milano in collaborazione con Università degli Studi di Milano e Università di Roma Tor Vergata mercoledì 06 giugno 2018 h. 14:30-17:30 - Edficio B2, Aula B2.2.10, Politecnico di Milano - Via Candiani, 72 - Milano (contatti - fiammetta.costa@polimi.it) Introduzione alla cucina dei ‘pronipoti’ Luciana Migliore, Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e Fiammetta Costa, Dipartimento di Design, Politecnico di Milano Obiettivo del seminario è presentare il lavoro svolto da un gruppo interdisciplinare di ricercatori del Politecnico di Milano, dell’Università Statale di Milano e dell’Università di Roma Tor Vergata per lo sviluppo di un sistema interattivo in grado di riutilizzare l'acqua di scarto della lavastoviglie per la produzione di piante in un orto verticale integrato nell’ambiente cucina. Le sperimentazioni effettuate ad oggi hanno dimostrato la possibilità di coltivare vegetali con il refluo della lavastoviglie. Le analisi agrarie condotte sulle piante irrigate con acqua potabile e con il refluo hanno rivelato che quantità e qualità di biomassa vegetale non mostrano differenze significative. Il team sta mettendo a punto un trattamento intermedio di abbattimento dei contaminanti tramite un biofiltro ad hoc, realizzando un prototipo dimostrativo e indagando diverse applicazioni. Il progetto si basa sul concetto di economia circolare dell’acqua e ha lo scopo di stimolare un cambiamento nelle abitudini delle persone. In prospettiva, può essere esteso ad altre applicazioni in ambito domestico o urbano e anche sfruttato in ambienti estremi quali basi antartiche o stazioni spaziali. http://festivalsvilupposostenibile.it/2018/cal/794/the-jetsons-kitchen-riciclo-dei-reflui-di-lavaggio-per-coltivazioni-domestiche#.WwPQ5e6FOUm
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142723595-e5bbd215-7262-4be4-9880-559f3ab3669a la repubblica.it, 16/5/2018, d. michelin IL GLIFOSATO danneggia il microbioma intestinale dei ratti nati da madri esposte a concentrazioni ritenute sicure di questo composto, con effetti significativi e potenzialmente dannosi. Inoltre, "anche le brevi esposizioni possono alterare lo sviluppo sessuale e danneggiare la struttura del Dna". È questa la conclusione della fase pilota dello Studio Globale sul Glifosato guidato da Daniele Mandrioli, coordinatore dell’attività di ricerca dell'Istituto Ramazzini di Bologna. I tre articoli che descrivono la prima fase di questo vasto studio saranno pubblicati entro la fine del mese sulla rivista Environmental Health. Lo studio ha considerato gli effetti del glifosato, principio attivo di alcuni tra i più diffusi erbicidi tra i quali il noto Roundup della Monsanto, su ratti Sprague Dawley, il ceppo maggiormente utilizzato nell’industria farmaceutica per gli studi di tossicologia. [...] La ricerca non si è concentrata sull’insorgenza del cancro in sé ma sull’accumulo della sostanza e sulle alterazioni della salute riproduttiva. [...] Sebbene si tratti di uno studio pilota, i cui risultati andranno confermati in analisi a lungo termine, la ricerca del Ramazzini ha riattizzato il dibattito sul discusso rinnovo di cinque anni all'utilizzo del glifosato concesso a fine novembre dalla Commissione dell’Unione Europea. Negli ultimi vent'anni la ricerca ha trovato prove della cancerogenicità del composto negli animali da laboratorio. Tuttavia, meno robusti appaiono gli studi sull'uomo. Analisi basate sui marcatori ematici di comunità esposte all’erbicida hanno dimostrato come il glifosato danneggi la struttura del Dna e dei cromosomi. Ma gli effetti a lungo termine dell’esposizione al glifosato rimangono ancora poco noti. ... http://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2018/05/16/news/_il_glifosato_provoca_anomalie_nei_nascituri_nuova_ricerca_sugli_effetti_del_pesticida-196544708/
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images la repubblica.it - 16/5/2018 La scoperta nell'ospedale De Bellis di Castellana Grotte (Bari) e pubblicata sulla rivista scientifica della Oxford University: questa caratteristica genetica consente alla cellule di essere più resistenti all'invecchiamento ... coordinatore della ricerca, Cristiano Simone. Fra gli altri autori Valentina Grossi, Giovanna Forte, Paola Sanese, Alessia Peserico, Tugsan Tezil, Martina Lepore Signorile e Candida Fasano. La ricerca, condotta per cinque anni e con finanziamenti ministeriali e dell'Airc, ha preso le mosse da diversi studi condotti in tutto il mondo su 15 mila persone di diversa età, etnia e stili di vita, nei quali questa modifica genetica era stata semplicemente evidenziata come presente nell'80% dei centenari dell'intero pianeta. L'analisi dei dati ha permesso di mettere a fuoco il funzionamento della variazione di un singolo frammento del Dna: si trova sul gene FOXO3 e si chiama SNP del gene. "Abbiamo scoperto - spiega Simone - che le persone nate con questa caratteristica genetica hanno una potente arma in più per resistere allo stress cellulare e quindi per invecchiare meglio, resistere meglio a condizioni sfavorevoli, come quelle legate a clima o all'alimentazione, e alle varie patologie legate all'invecchiamento: dal diabete a quelle cardiovascolari, al cancro". ... http://bari.repubblica.it/cronaca/2018/05/16/news/scienze_ricercatori_pugliesi_scoprono_un_segreto_della_longevita_e_garantita_da_una_variante_genetica-196509594/ https://academic.oup.com/nar/advance-article/doi/10.1093/nar/gky331/4992648?searchresult=1
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AVVISO INTERNO PER IL CONFERIMENTO DI NUMERO 3 (TRE) INCARICHI PER LE ATTIVITA' RELATIVE ALLA GESTIONE AMMINISTRATIVA/CONTABILE DEL CONTRATTO CONTO TERZI TRA "THE EUROPEAN GROUP FOR BLOOD MARROW TRANSPLANTATION (EBMT)" E IL DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA (RESPONSABILE SCIENTIFICO: DR.SSA S. IACOBELLI)
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AVVISO INTERNO PER IL CONFERIMENTO DI NUMERO 7 (SETTE) INCARICHI PER LE ATTIVITA' RELATIVE ALLA GESTIONE DI CONTRATTI CONTO TERZI DEL DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA
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1525877259268_italy-153961_960_720 3 - Copia radiotrescienza.it, 10/5/2017 - Al microfono Pietro Greco riascoltabile: http://www.raiplayradio.it/audio/2018/05/RADIO3-SCIENZA-La-geografia-dei-geni-aea59290-d3dc-4b51-9ddf-3bac535401bd.html Siamo abituati a pensare che le differenze maggiori siano tra nord e sud del paese. Ma i nostri geni raccontano anche di una diversità che si sviluppa tra est ed ovest dello stivale. L’Italia è lunga e stretta, e siamo abituati a pensare che le differenze maggiori siano tra nord e sud del paese. Ma i nostri geni raccontano anche di una diversità che si sviluppa tra est ed ovest dello stivale, come ci racconta Davide Pettener, antropologo all’università di Bologna. E mentre in Italia facciamo i conti con una lunga stasi politica, in Europa si guarda già al prossimo decennio. Tra le proposte di Juncker per il budget UE 2021-2027 c’è un significativo aumento dei fondi per la ricerca scientifica. Ne parliamo con Mario Pianta, docente di economia politica all’università di Urbino. La ricerca scientifica: un valore per il Paese, 10 maggio, 14:00-18:00, Sala Convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Piazzale Aldo Moro, 7, Roma
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Small_bowel_duodenum_with_amyloid_deposition_congo_red_10X oggiscienza.it, 7/5/2018, c. da rold ... Attualmente sono circa trenta le malattie correlate con i depositi di proteina amiloide, ma purtroppo hanno in comune un unico aspetto: tutte presentano un decorso progressivo e per nessuna di loro esiste una terapia davvero risolutiva. [...] un team internazionale coordinato dal Prof. Stefano Ricagno dell’Università Statale di Milano e pubblicato su Nature Communications, chiarisce per la prima volta le basi molecolari che scatenano la tossicità di queste proteine in soggetti prima sani, ovvero gli effetti di una mutazione genetica sulla proteina, spiegandone poi la tendenza a formare questi aggregati amiloidi tossici. Fra le trenta malattie in cui è coinvolta l’amiloidosi lo studio si è focalizzato su una in particolare, un tipo di Amiloidosi sistemica ereditaria, che era stata caratterizzata all’interno di un precedente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine dallo stesso team nel 2012. [...] In particolare i ricercatori si sono concentrati sull’individuazione delle caratteristiche biochimiche e biofisiche peculiari del mutante tossico rispetto alla proteina presente in persone sane. Le due varianti proteiche sono state studiate usando cristallografia a raggi X, risonanza magnetica nucleare e simulazioni di dinamica molecolare. “Un ulteriore aspetto importante da sottolineare – continua Ricagno – è che in aggiunta alla validità dei risultati dello studio stesso, abbiamo anche messo in atto un innovativo protocollo di lavoro, basato appunto sulla commistione di tecniche di cristallografia, di risonanza magnetica nucleare ecc, che potrebbe rivelarsi utile anche per studiare altre malattie dovute all’amiloidosi. ... https://oggiscienza.it/2018/05/07/amiloidosi-proteine-tossiche/ https://www.nature.com/articles/s41467-018-04078-y.pdf https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa1201356?url_ver=Z39.88-2003&rfr_id=ori%3Arid%3Acrossref.org&rfr_dat=cr_pub%3Dwww.ncbi.nlm.nih.gov&
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083553315-7495c25b-c268-4a4d-958b-c07f1a529476 le scienze.it, 7/5/2018 Eliminando tre geni alla volta, gli scienziati hanno accuratamente ricostruito la rete di interazioni geniche che mantiene in vita una cellula. I ricercatori avevano identificato già da tempo i geni essenziali senza i quali le cellule di lievito non possono vivere, ma un nuovo lavoro, apparso su "Science", dimostra che considerare solo quei geni dà un quadro distorto di ciò che fa funzionare le cellule: molti geni che di per sé non sono essenziali, lo diventano quando ne scompaiono altri. Il risultato implica che il numero minimo reale di geni di cui i lieviti (e forse, per estensione, altri organismi complessi) hanno bisogno per sopravvivere e prosperare può essere sorprendentemente grande. [...] Nell'articolo pubblicato su "Science", Kuzmin, Boone, Andrews e i loro collaboratori all'Università di Toronto, all'Università del Minnesota e altrove riferiscono che il lavoro ha prodotto una mappa più approfondita e dettagliata del funzionamento interno della cellula. ... http://www.lescienze.it/news/2018/05/05/news/numero_minimo_geni_cellula_lievito-3965621/ http://science.sciencemag.org/content/360/6386/eaao1729 (L'originale di questo articolo è stato pubblicato il 7 marzo 2018 da QuantaMagazine.org, una pubblicazione editoriale indipendente online promossa dalla Fondazione Simons per migliorare la comprensione pubblica della scienza. Traduzione ed editing a cura di Le Scienze...)
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110645137-11f4be8b-7ac6-4d33-891b-fa30a4902ddd le scienze.it - 27/4/2018 Potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche per molte patologie, compresi i tumori, e garantire una migliore comprensione dei processi d’invecchiamento il risultato pubblicato su “Nature” da Thi Hoang Duong Nguyen e colleghi dell’Università della California a Berkeley. Il loro studio ha infatti svelato, con un dettaglio senza precedenti, la struttura della telomerasi umana, un enzima fondamentale per il corretto svolgimento dei processi di duplicazione del DNA. ... http://www.lescienze.it/news/2018/04/26/news/struttura_telomerasi_umana_svelata-3956515/ https://www.nature.com/articles/s41586-018-0062-x
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190044474-fb01c045-8c20-4910-a66e-138d004e6764 le scienze.it - 24/4/2018 Il progetto Earth BioGenome si propone di effettuare il sequenziamento genetico di tutti gli organismi del pianeta, a eccezione di batteri e archea. Essenziale per la conservazione della biodiversità, avrà un costo di 4,7 miliardi di dollari, ma le ricadute economiche potranno essere molto superiori, come ha dimostrato il Progetto genoma umano ... un articolo pubblicato sui "Proceedings of tne National Academy” dai 24 scienziati internazionali che ne sono i coordinatori. [...] "Gli scienziati credono che entro la fine del secolo più della metà di tutte le specie scomparirà dalla faccia della Terra, e con conseguenze per la vita umana che sono sconosciute, ma potenzialmente catastrofiche", a meno che non si trovino modi per arginare il fenomeno, ha detto Harris A. Lewin, dell’Università della California a Davis e primo firmatario del rapporto [...] Il gruppo ritiene che il progetto Earth BioGenome avrà ricadute decisive per lo sviluppo di nuovi farmaci contro le malattie infettive ed ereditarie e per creare nuovi combustibili biologici sintetici, biomateriali e fonti alimentari per la popolazione umana, che entro il 2050 dovrebbe arrivare a 9,6 miliardi di persone. I dati genomici ottenuti costituiranno una risorsa liberamente disponibile per tutti i ricercatori e i benefici che ne deriveranno – sottolineano infine i coordinatori del progetto - saranno condivisi con i paesi e le comunità indigene da cui proviene la biodiversità. http://www.lescienze.it/news/2018/04/24/news/sequenziare_dna_tutti_eucarioti_earth_biogenome-3951554/ http://www.pnas.org/content/115/17/4325