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wired 13/10/2017 - a. pace 1507717939_Screen-Shot-2017-10-11-at-12.30.16-600x246   Un groviglio di spaghetti: è così che gli scienziati raffigurano, metaforicamente, il nostro dna, composto da circa due metri di materiale genetico appallottolato attorno a 46 cromosomi. E non si tratta, spiegano, di una struttura immobile, anzi: questi “spaghetti” sono in costante movimento, per permettere ai diversi gruppi di geni di avvicinarsi e di volta in volta operare insieme. Per la prima volta, un team di ricercatori della Rice University di Houston, in Texas, in collaborazione col Broad Institute di Boston ci racconta per immagini (oltre che in uno studio su Cell) questo movimento, introducendo nella grafica tridimensionale del dna anche una quarta dimensione: il tempo. ... https://www.wired.it/scienza/lab/2017/10/13/genoma-4d-video/
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le scienze.it - 12/10/2017 Un dettagliato atlante che mappa i segmenti del DNA umano che influenzano l'espressione dei geni, e quindi i tratti osservabili di un tessuto, un organo o un individuo, è stato completato da una collaborazione internazionale creata proprio a questo scopo, il GenotypeTissue Expression (GTEx) Consortium. I risultati di questa impresa sono illustrati in quattro articoli pubblicati su "Nature". [...] In particolare i ricercatori di GTEx hanno studiato più di 7000 campioni rappresentativi di 42 tipi di tessuto differenti, provenienti da oltre 400 donatori, ricorrendo alla tecnica detta eQTL (expression quantitative trait loci) e concentrandosi, per ogni campione, su circa 12,5 milioni di basi di DNA (ossia i "mattoni" di cui è costituito, chiamati rispettivamente adenina, guanina, citosina e timina) note per variare tra gli individui. Nel primo articolo i ricercatori hanno dimostrato che l'espressione di quasi tutti i geni del genoma umano è influenzata dalle variazioni genetiche presenti in tratti non codificanti per proteine e che la maggior parte delle varianti che influenzano l'espressione genica si trovano in prossimità del gene interessato (e per questo sono sono dette cis-eQTLs [...] (https://www.nature.com/nature/journal/v550/n7675/full/nature24277.html) [...] Il secondo articolo è invece dedicato all'esame degli effetti sull'espressione genica delle varianti non codificanti rare (ossia non comuni a un numero rilevante di soggetti) http://www.nature.com/nature/journal/v550/n7675/full/nature24267.html?foxtrotcallback=true [...] Gli ultimi due articoli mostrano infine come sia possibile combinare i dati ottenuti da GTEx con quelli ottenuti da altre ricerche per studiare come le varianti associate all'espressione genica alterata possono regolare altri fenomeni, come l'inattivazione di uno dei due cromosomi X nella femmina (https://www.nature.com/nature/journal/v550/n7675/full/nature24265.html); e il cosiddetto editing dell'RNA messaggero (mRNA), ossia quel complesso di processi che all'interno della cellula modificano l'mRNA per fargli assumere la sua forma "matura" che può essere differente a seconda del tessuto in cui deve operare;  (https://www.nature.com/nature/journal/v550/n7675/full/nature24041.html) [...] Infine, un ultimo articolo pubblicato su "Nature Genetics" presenta le linee del progetto Enhancing GTEx,  ...  https://www.nature.com/articles/ng.3969.epdf?referrer_access_token=zUwjdpb- cSoK8AHMSkIlR9RgN0jAjWel9jnR3ZoTv0O617cIutdJjDJWCsgA0Iuach7dHvoDEBLJE12saYYhHltzutCKGO4qCFGVLYVPTI90j1QUeHGzRZLMJLu4QdKRFPvopjar9eWzj-BudqVQaBgheNWd3Tp_ZJR_AWqVypIcahwUoJLk_7T4q8zHOSw1vT_UF2I0mYwaBLv4_Rz07FX2nhqTzSDVIlFS_kH_Ti8WJI9hi3hWQfyqNz1M8hzTbryxX5MCpNm50RdNhi243iNq8cMcvo5lKHxdO470J2M%3D&tracking_referrer=www.lescienze.it http://www.lescienze.it/news/2017/10/12/news/mappa_dna_non_codificante_regolatorio_espressione_geni-3703535/ https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/10/12/mappa-differenze-genoma-umano/
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la stampa 12/10/2017 - tuttoscienze, a.mondo È stata una caccia durata molti anni che ha portato a identificare un nuovo recettore della proteina NoGo-A, noto regolatore di tutte le forme di plasticità nel sistema nervoso centrale: in pratica, la capacità del cervello di adattarsi e ripararsi in seguito a un danno. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Developmental Cell, è stata coordinata dall’équipe di Martin Schwab del Brain Research Institute-Università di Zurigo in collaborazione con il gruppo di ricerca della prof.ssa Annalisa Buffo del NICO-Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi (con sede a Orbassano, presso il comprensorio dell’Ospedale San Luigi Gonzaga) e Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino, che studia le forme di plasticità cerebrale ormai da 20 anni. ... http://www.lastampa.it/2017/10/12/cronaca/scoperto-un-nuovo-interruttore-della-proteina-che-regola-la-capacit-del-cervello-di-ripararsi-evxjM1AIeOVrQ4JjDdkYoJ/pagina.html http://www.cell.com/developmental-cell/fulltext/S1534-5807(17)30674-3
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Wired, 12/10/2017, s. valesini Uno studio sul Bmj punta il dito sui meccanismi di approvazione dei nuovi antitumorali: per quasi metà mancherebbero prove di una reale efficacia sulla sopravvivenza o la qualità di vita dei pazienti [...] Le nuove molecole in questione sono 48, approvate con 68 indicazioni terapeutiche. Solo 18 di queste 68 richieste di autorizzazione sono state presentate con a supporto studi che avevano indagato la sopravvivenza generale dei pazienti, e solo 35 avevano informazioni sulla qualità di vita. [...] a Wired Silvio Garattini, fondatore e direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. “I dati che emergono dallo studio mi sembrano rappresentativi della situazione attuale – commenta Garattini – abbiamo approvato con troppa fretta troppi nuovi farmaci, e per molti di questi ci troviamo a non conoscere bene l’efficacia, [...] Un parere più ottimista è invece quello di Alberto Sobrero, direttore dell’Oncologia medica 1 dell’ospedale policlinico San Martino di Genova [...] “Se nell’81 abbiamo avuto una tappa fondamentale con lo sviluppo della prima chemioterapia, e nel ‘98 la seconda grande rivoluzione con l’arrivo dei farmaci biologici, possiamo dire che il 2016 è stato l’anno della terza rivoluzione: l’immunoterapia”. ... https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/10/12/tumori-quanti-farmaci-funzionano-realmente/ http://www.bmj.com/content/359/bmj.j4530
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la stampa.it - 9/10/2017 v. sabadin ... Un gruppo di scienziati che partecipavano negli Stati Uniti a un congresso dell’American Society for Microbiology ha lanciato un allarme che i governi e i responsabili dei sistemi sanitari nazionali non dovrebbero sottovalutare. Un batterio contenente un gene chiamato Mcr-1 si sta diffondendo nel mondo a una velocità impensabile: scoperto 18 mesi fa, è già presente nel 25% dei pazienti ricoverati in ospedale in alcune aree della Cina, ed è stato individuato anche negli Stati Uniti e in altri 20 paesi. L’Mcr-1 è resistente alla Colistina, l’antibiotico che era rimasta l’unica arma a disposizione dei medici dopo che la diffusione globale di batteri multi-resistenti sta rendendo inutili gran parte degli antibiotici normalmente in uso Il governo britannico, le Nazioni Unite, il Wellcome Trust e i governi di altri paesi hanno organizzato questa settimana a Berlino una conferenza per discutere del problema e spingere le case farmaceutiche ad accelerare la ricerca in modo da trovare presto una soluzione. [...] Il governo britannico, le Nazioni Unite, il Wellcome Trust e i governi di altri paesi hanno organizzato questa settimana a Berlino una conferenza per discutere del problema e spingere le case farmaceutiche ad accelerare la ricerca in modo da trovare presto una soluzione. [...] http://www.lastampa.it/2017/10/09/italia/cronache/il-batterio-che-spaventa-gli-scienziati-super-resistente-agli-antibiotici-xWDgdoZO2POf7uixfZgHzH/pagina.html
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103834748-d3e9f3bc-d71b-475a-a38c-5f8b985075bf la scienze.it - 9/10/2017 Nel 75 per cento dei campioni di miele prelevati in tutto il mondo da un gruppo di ricercatori sono state trovate tracce di pesticidi neonicotinoidi che, pur essendo nella quasi totalità dei casi ben al di sotto delle soglie di sicurezza per la tollerabilità umana stabilite dall'Unione Europea, destano preoccupazioni per la salute delle popolazioni di insetti impollinatori. A stabilirlo è una ricerca di biologi, tossicologi e chimici dell'Università di Neuchâtel, in Svizzera, che firmano un articolo pubblicato su "Science". Nei 198 campioni complessivi la frequenza di contaminazione è risultata più elevata in quelli provenienti da Nord America (86 per cento), Asia (80 per cento) ed Europa (79 per cento), e più bassa in quelli originari del Sud America (57 per cento). Inoltre il 30 per cento dei campioni esaminati conteneva un singolo neonicotinoide, il 45 per cento ne conteneva due o più, e il 10 per cento addirittura quattro o cinque. E nel 34 per cento dei campioni di miele sono state rilevate concentrazioni di neonicotinoidi dannose per le api. [...] I mieli campionati sono stati collezionati tra il 2012 e il 2016, e gran parte di quelli provenienti dall'Unione Europea sono stati prelevati prima che l'uso di neonicotinoidi sulle colture visitate dalle api venisse vietato. Per questo saranno necessarie ulteriori indagini sui mieli prodotti dopo il 2014 per valutare l'effetto dei percorsi di esposizione secondari, come per esempio il passaggio dei residui di neonicotinoidi da un terreno su cui erano stati usati ai fiori selvatici adiacenti, o a una nuova coltivazione frequentata dalle api. ... http://science.sciencemag.org/content/358/6359/109 http://www.lescienze.it/news/2017/10/09/news/miele_concentrazione_pesticidi_neonicotenoidi_api-3697955/
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2017-09-28T183243Z_1103775072_RC12A0B48BA0_RTRMADP_3_WASHINGTON-OPIOIDS-kGlD-U1101441563651zGE-1024x576@LaStampa.it la stampa.it, 6/10/2017 - p. russo ... Nel 2050 i batteri resistenti agli antibiotici uccideranno una persona ogni tre secondi, mietendo nel mondo 10 milioni di vittime. La resistenza all’antibiotico, indotta da un uso eccessivo e inappropriato di questi farmaci, è oramai una minaccia globale, che mette a repentaglio decenni di scoperte scientifiche. Così dopo le linee guida europee per un uso appropriato degli antibiotici il nostro Ministero della salute ha rotto gli indugi presentando un “Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza” che è ora al vaglio della Conferenza delle Regioni. Gli obiettivi sono ambiziosi: ridurre del 10% il consumo degli antibiotici acquistati in farmacia, del 5% quelli dispensati in ospedale e ben del 30% quelli a uso veterinario, per interrompere quella catena che dagli allevamenti senza saperlo ci fa ingerire antibiotici quando siamo a tavola. Ma importante sarà anche l’attività di sorveglianza dei super-batteri resistenti alle cure farmacologiche, con un sistema di allerta per le segnalazione di nuovi casi e laboratori di riferimento per la caratterizzazione molecolare dei batteri isolati. [...] oggi le infezioni batteriche multiresistenti in Italia sono oltre 280mila e si stima provochino tra i 4.500 e i 7.000 decessi. Ma i casi notificati e riportati dall’ultimo Rapporto Istisan dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sono appena 5.331. Pur se sottonotificati i dati raccolti dall’Iss fornisono però un’idea su dove la minaccia è più incombente: la stragrande maggioranza dei casi è rilevata in ospedale e meno di un decimo a domicilio. Riguardo le Regioni, quella con più casi è il Lazio (946), seguito dal Piemonte (730), la Lombardia (657), l’Emilia Romagna (604) e la Liguria (597). Resta il fatto che l’Italia in fatto di antibiotico resistenze è la maglia nera d’Europa. Basta leggere le tabelle contenute nel Piano per scoprire da noi la klebsiella pneumoniae, responsabile di non pochi decessi tra i pazienti ospedalizzati è resistente alle terapie in oltre il 55% dei casi, quando la media europea è del 30,3%. Anche l’escherichia coli, causa di fastidiose infezioni alle vie urinarie, in Italia è resistente alle cefalosporine nel 30,1% dei casi, contro una media Ue del 13,1. E così via, fino ad arrivare al pericoloso Acinetobacter, anch’esso diffuso soprattutto in ambiente ospedaliero e indicato dall’Oms come uno dei 10 batteri più pericolosi per l’uomo, che in Italia resiste alle terapie antibiotiche di ultima generazione addirittura nel 78,3% dei casi. Infezioni inattaccabili dai farmaci che colpiscono quasi al 10% dei pazienti italiani, ma che rappresentano una minaccia anche per la nostra economia, visto che le infezioni da super batteri resistenti agli antibiotici in Europa causano 2,5 milioni di giornate di ricovero e un costo di 1,5 miliardi di euro. Dati rivelati in un recente summit di esperti al Ministero della salute, dove la professoressa Silvia Angeletti, ricercatrice e responsabile del laboratorio di analisi del Policlinico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma ha sintetizzato le 4 azioni fondamentali per arginare il fenomeno: ... http://www.lastampa.it/2017/10/06/italia/cronache/troppi-antibiotici-al-via-il-piano-per-ridurre-i-consumi-88jtGHDlhx3kicxDSIjTLL/pagina.html
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schermata-2017-10-05-alle-09-23-30 Oggiscienza.it, 5/10/2017, c. da rold Senza dubbio non siamo davanti a un’epidemia di morbillo mai vista. Come sottolineavamo qualche mese fa commentando i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’aumento del numero di casi è ciclico: i picchi dei primi mesi del 2017 si erano registrati anche nel 2014. Eppure non possiamo rimanere indifferenti davanti ai dati pubblicati dall’OMS (http://www.who.int/immunization/monitoring_surveillance/burden/vpd/surveillance_type/active/measles_monthlydata/en/)  circa l’incidenza del morbillo nel mondo nel 2017, che mostrano che il nostro Paese è quinto per numero di casi clinicamente confermati: oltre 4204 casi confermati secondo i conteggi OMS (precisamente 4575 casi segnalati dall’inizio dell’anno di cui 4 morti, riporta il bollettino di Epicentro aggiornato al 24 settembre). Peggio di noi solo India, Nigeria, Pakistan e Cina, e consideriamo che l’Italia ha una popolazione molto minore rispetto a questi Paesi. ... https://oggiscienza.it/2017/10/05/morbillo-italia-quinta-mondo-per-numero-casi/  
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8TNLUZL7-k8MG-U1101412170483H1H-1024x576@LaStampa.it4 October 2017 -The Royal Swedish Academy of Sciences has decided to award the Nobel Prize in Chemistry 2017 to Jacques Dubochet University of Lausanne, Switzerland Joachim Frank Columbia University, New York, USA and Richard Henderson MRC Laboratory of Molecular Biology, Cambridge, UK "for developing cryo-electron microscopy for the high-resolution structure determination of biomolecules in solution" https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/chemistry/laureates/2017/press.html They captured life in atomic detail Jacques Dubochet, Joachim Frank and Richard Henderson are awarded the Nobel Prize in Chemistry 2017 for their development of an effective method for generating three-dimensional images of the molecules of life. Using cryo-electron microscopy, researchers can now freeze biomolecules midmovement and portray them at atomic resolution. This technology has taken biochemistry into a new era. ... https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/chemistry/laureates/2017/popular-chemistryprize2017.pdf La stampa.it - tuttoscienze: http://www.lastampa.it/2017/10/04/scienza/tuttoscienze/nobel-per-la-chimica-agli-esploratori-in-d-delle-molecole-biologiche-GORxVVcNqzWrBsGlfzHKtK/pagina.html
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EscherichiaColi_NIAID_0 scienzainrete.it, 2/10/2017 - l. mosca Due gruppi distinti di scienziati hanno dimostrato che i batteri intestinali svolgono un ruolo nella sclerosi multipla (MS), [...] Il primo dei due studi ha evidenziato come alcuni batteri intestinali, insolitamente abbondanti nei pazienti affetti da MS, hanno modificato il sistema immunitario dell’ospite in modo tale da renderli più propensi ad attaccare le cellule dell’organismo, compresi i neuroni; l'altro studio ha scoperto invece che i batteri intestinali delle persone affette da MS inoculati nei topi ne aumentano la probabilità di sviluppare la malattia. [...] pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), sembrano rafforzare la possibilità che vi sia un collegamento tra microbiomi e MS. Nel primo articolo, il team di ricerca guidato da Sergio Baranzini dell'Università della California, San Francisco (UCSF) ha confrontato i microbiomi di 71 pazienti con MS con quelli di 71 individui sani [...] Nel secondo studio pubblicato su PNAS, gli scienziati guidati da Hartmut Wekerle dell'Istituto Max Planck di Neurobiologia hanno esaminato 34 coppie di gemelli uno solo dei quali affetto da MS. Inoculando i batteri intestinali dei gemelli in topi di laboratorio, i ricercatori osservarono che i topi che avevano ricevuto il microbioma da malati MS avevano una maggior probabilità di sviluppare la patologia rispetto agli animali che ricevevano i batteri degli individui sani. ... http://www.pnas.org/content/114/40/10713.abstract http://www.pnas.org/content/114/40/10719.full